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I Pugni Nei Reni, irriverente non sense che trascina

I Pugni Nei Reni, irriverente non sense che trascina

Vengono da Bergamo, rifiutano gli standard e amano tutto ciò che non è perfezione, soprattutto nella musica e nel modo di comunicare: si tratta dei Pugni Nei Reni, un originale power duo che ha in uscita (il prossimo 27 febbraio) il suo album d’esordio, dal titolo “Bello ma i primi dischi erano meglio”. Già da questo titolo si intuisce la scanzonata strafottenza di questi due bravi musicisti nei confronti di qualsiasi codice o convenzione. Nove tracce non sense, dove le parole e la lingua utilizzata sono inesistenti: Giacomo Fadini e Christian Paganelli, infatti, rifiutano l’idea di affidare il loro messaggio a una lingua impoverita, incapace di riflettere la nostra realtà, e scelgono di andare nella direzione opposta, quella della comunicazione priva di significato come critica alla comunicazione stessa, come specchio del suo degrado.

Dal punto di vista musicale, questo disco offre una sorprendente carrellata di groove avvincenti e riusciti, affidati a una tecnica impeccabile e alla irresistibile voglia di giocare. In “Bello ma i primi dischi erano meglio”, infatti, si gioca con tutto: con il titolo, con la musica, con i testi, con il cambio di voci, di genere e di velocità nei pezzi. I Pugni Nei Reni sapranno scaldarvi a dovere, ora con cazzotti e pistole, ora con una doccia bollente. Galopperete senza sosta tra un brano e l’altro e in Jake l’andatura sarà più quella di un cavallo stanco ma paziente, che vi porterà sino al centro del set cinematografico di “Per un pugno di dollari”, proprio “quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile”.

Vi animerete e scatenerete con Babuzzi e la sua schitarrata rock. Le voci sono talvolta simili al migliore Tom Waits (come nella stessa Babuzzi e in Drop), altre volte carezzevoli e angeliche come nella settima traccia Risposte di circostanza alle domande esistenziali di Jane Fonda (guarda il video), dove trova posto anche una inattesa e riuscitissima base beat box! Il valzerino dell’amore, al contrario di quanto sembra suggerire il titolo, è un inno al thriller d’autore alla Hitchcock, dove suspense e urla gelide fermano il respiro. In Il Rock ‘n’ roll, tra l’ironia acrobatica di un irresistibile rock anni ’50, trova spazio una verità: i Pugni Nei Reni, infatti, sembrano sperare “in un mondo migliore senza musica commerciale”.

In Garage, ritroviamo una pietra miliare della storia del cinema italiano: emerge infatti il dialogo de “la supercazzola” tratto dal film “Amici miei” di Mario Monicelli. Insomma, tra non sense, citazioni cinematografiche e tanta musica di ottima fattura (rock, rock blues, cantautorato americano, ecc.), quest’album risulta divertente, irriverente, inaspettatamente ricco e originale, da canticchiare alla stessa maniera e con la stessa sfrontatezza di come si canticchiano le canzoni inglesi quando non si conoscono i testi e si zoppica un po’ con la lingua. Svegliate allora il dadaista che è in voi e godetevi questo splendido album.

FrankaZappa –ilmegafono.org

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

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