In Germania, dal 1° aprile di quest’anno, acquistare e coltivare la cannabis per uso personale sarà molto più semplice. La scorsa settimana, il Bundestag, vale a dire il parlamento tedesco, ha approvato una proposta di legge portata avanti dal partito di maggioranza di centrosinistra, che prevede la liberalizzazione e la legalizzazione della cannabis. Un momento importantissimo per il Paese, ma che coinvolge anche l’Europa, visto il tema piuttosto delicato e frutto, spesso, di pregiudizi basati su ideologie e sentimenti tradizionalisti. Con questa nuova legge, la Germania renderà quindi possibile non solo il possesso e la coltivazione di cannabis per uso personale, ma anche la vendita della stessa da parte di club autorizzati.

Va precisato però che, quel che potrebbe sembrare un “libera tutti” nei confronti della cannabis, è in realtà uno strumento molto più definito, con regole e limitazioni anche piuttosto decise. In poche parole: la Germania non sarà la nuova Amsterdam. Per prima cosa, infatti, fumare cannabis in alcune aree (ad esempio scuole o campi sportivi) sarà ancora illegale. In più, sarà possibile coltivarla per un massimo di 3 piantine per famiglia. Infine, i club che potranno venderla dovranno limitare l’ingresso a 500 associati, tutti con l’obbligo di residenza in Germania. In questo modo, quindi, i turisti e chiunque non sia residente nel Paese tedesco non potrà beneficiare di questa nuova legge; allo stesso tempo, la Germania potrebbe ritrovarsi con un’alta quantità di droga coltivata in casa, pur rendendone difficile la vendita.

La legge approvata non sarà sicuramente perfetta e, come è ovvio, avrà anche dei difetti che andranno analizzati nel tempo. Ad esempio, inizialmente, l’idea del governo era quella di dare anche la possibilità a farmacie e negozi specifici di vendere la cannabis. Il tutto, però, si è arenato dopo la preoccupazione, espressa dall’UE, circa la possibilità che la droga potesse essere esportata. D’altra parte, però, non bisogna ignorare i benefici che una legge del genere potrà avere, soprattutto per quel che concerne il contrasto alla criminalità organizzata e ai suoi sporchi affari. Con la legalizzazione della cannabis, infatti, si andrà a togliere alla criminalità una fetta di business importantissima, visto che il tutto sarà fin da subito tracciato e contabilizzato in maniera del tutto legale.

E in Italia? Qual è la situazione attuale? Parlare di legalizzazione delle droghe leggere, soprattutto con al governo una maggioranza di centrodestra, è un tabù, ma anche un paradosso, oltre che un’utopia. Soprattutto, poi, se il governo è composto da esponenti che vivono in una bolla reazionaria lontana dalla realtà e dal ragionamento. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, per fare un esempio, ha parlato di opposizioni che “preferiscono dare le droghe ai ragazzi piuttosto che favorire la vita, la prevenzione ed il recupero”. Un commento che andrebbe forse ignorato, data la gravità e l’assurdità delle parole proferite, ma che ben certifica la totale incapacità del centrodestra di trovare argomenti a sostegno della loro posizione ideologica e insensata di chiusura e rifiuto.

Dall’altra parte dello schieramento, invece, il PD e tutta la coalizione di centrosinistra si sono espressi in maniera positiva sul passo in avanti fatto dalla Germania. “Battiamoci insieme per il matrimonio egualitario e per la legalizzazione della cannabis”, ha affermato la segretaria del PD, Elly Schlein, mentre il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha puntato il dito contro l’attuale governo: “Dopo che oggi la Germania ha legalizzato la cannabis – ha detto in un’intervista – in Italia si sceglie di favorire la mafia invece che la legalità e la sicurezza”. “La Germania dimostra che legalizzare la cannabis è possibile”, ha aggiunto Magi, e per far ciò anche in Italia sarebbe sufficiente “votare le nostre proposte di legge già depositate che vanno proprio nella direzione indicata da Berlino”, come ad esempio la proposta di legge di iniziativa popolare “Io Coltivo”.

In effetti, sono diverse le associazioni che si battono per la legalizzazione anche in Italia. Tra queste vi è l’Associazione Luca Coscioni che, a nome del suo presidente Marco Perduca (già presidente del Comitato referendum cannabis legale), ha voluto evidenziare come la decisione tedesca confermi che finalmente nel mondo il pragmatismo “si sostituisce all’ideologia quando si parla di scelte di uso personale anche di molecole psicoattive”. Gli fa eco Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio legale, secondo la quale saremmo “vicini alla fine di un’era”. “Un grande Paese europeo – ha affermato Soldo – sceglie di percorrere la via della regolamentazione e questo è un evento che avrà conseguenze nel resto d’Europa”. Attualmente, in Italia, “fumare cannabis non è un reato, ma coltivarla per uso personale è punibile con il carcere fino a 6 anni”.

Vi è praticamente un abisso tra noi e la Germania e questa situazione non può certo essere ignorata. Come non si può ignorare il fatto che, legalizzare la coltivazione e la vendita della cannabis in Italia, andrebbe a creare un danno alle mafie e al narcotraffico, al loro business. Purtroppo l’ignoranza e l’arretratezza della nostra classe dirigente creano ancora ostacoli alle proposte di legge sulla legalizzazione totale della cannabis. L’idea che questo “status quo” favorisca la mafia e i suoi affari, poi, non sfiora minimamente il pensiero di diversi esponenti della maggioranza di governo (e non solo). Sono forse poco informati sulla materia? O forse il loro pregiudizio è più forte della logica? Chissà. Magari potrebbero informarsi e chiedere consiglio ai colleghi tedeschi e rinsavire.

Giovanni Dato -ilmegafono.org