La questione qua non è se Salvini sia o meno colpevole del reato conclamato legato ai 49 milioni di euro. La questione sta nel coraggio che dobbiamo decidere di tirare fuori o meno. Dopo la condanna dello scorso 5 settembre, la Cassazione ha confermato definitivamente il reato, sancendo senza ulteriori possibilità di appello l’incredibile rateizzazione accordata che porterà il partito a rimborsare noi tutti del maltolto in circa 30.000 giorni. Ottantadue anni. Ora: da subito la difesa ferrea dei fedelissimi del Carroccio è stata: “ma Salvini non ha niente a che fare con questa storia”. E i social hanno aiutato a diffondere a macchia d’olio la teoria che ne farebbe quasi una vittima.

Solo che non è così: sono mesi ormai (parecchi, dal 2017) che è stata accertata la notizia che Salvini, fra il 2011 e il 2014, ha incassato e usato quel denaro. Eppure è un ministro dell’attuale governo. E, addirittura, per qualcuno è lui il governo. Salvini che decide, infatti, di incontrare Orban a Milano scavalcando di fatto le gerarchie governative, mettendo in testa il suo dicastero, è un fatto. Ma la questione, ripeto, non sta nel conclamare il suo coinvolgimento con questa storia. Perché ci sta dentro, è evidente. La questione sta nel coraggio delle nostre azioni.

È ancora fresca la notizia dell’assoluzione di Virginia Raggi, dell’assurda e vergognosa accusa di Di Maio e Di Battista ai giornalisti e dell’attacco frontale da parte degli elettori a 5 stelle nei confronti della stampa. Io, da professionista col tesserino in tasca, ho fatto un giro sul web per rinnovare ancora la memoria: sono andato a rivedermi gli attacchi a Marino portati avanti da Di Battista, Di Maio e compagnia, soprattutto quelli sotto il Campidoglio, per quella manifestazione voluta e gonfiata da Beppe Grillo. C’è ancora un post su facebook, nella pagina di Grillo, che recita solo “Marino dimettiti!” con il link al suo blog (all’articolo che parla dell’evento organizzato per quel famoso 15 giugno a Roma) e fra i commenti a quel post (tutti ancora perfettamente visibili) c’è quello di un tizio che dice profeticamente: “Grillo svegliati alleati con la Lega per far cadere Renzi alla svelta prima che faccia altri danni….AGIRE….basta parlare a vanvera…o usare i badili…”.

A quel commento una tizia risponde, con limpida sicurezza: “Mi spiace deluderla ma le do un informazione, il M5S non fa alleanze con chi predicava ‘Roma Ladrona’, e adesso dispensa perle di saggezza del tipo ‘Ruspe’ e i suoi finti ‘No euro’ che fine hanno fatto si sentono più. La Lega e Salvini fanno danni quanto Renzi , e da molto più tempo, sono stati al governo con Berlusconi e la stampella del partito unico che appoggiava Monti. Hanno avuto molte occasioni per cambiare e non lo hanno fatto, si chieda il perché ma le do io la risposta tra virgolette così la legge meglio ‘i diamanti fanno gola ai ladri’ . E se vuole le do un altra informazione, sono ladri falsi e ipocriti come gli altri partiti, perché sono quello, un partito, non un movimento come vogliono far credere, che esiste in primis solo per prendere e rubare soldi agli italiani e in secundis a tempo perso per dispensare il verbo del razzismo e del fascismo. Il M5S con i falsi e gli ipocriti, con fascisti e razzisti, non ha nulla da condividere ed allearsi”.

Bene, nella sua sgrammaticata lunghezza è un commento che contiene tutto. La tizia è attualmente una super elettrice a 5 stelle (Facebook semper docet), e difende con costanza l’attuale governo. Difende la Lega, quindi, cioè difende quelli che definì “ladri, falsi, ipocriti”, oltre che razzisti e fascisti. Ora: poco tempo fa ho scritto dell’esperimento di Milgram (leggi qui), del problema dell’ubbidienza cieca che annulla la coscienza critica. Una sorta di trans della capacità di discernere.

Ecco: la tizia ha dimostrato di poter appiattire le proprie opinioni, la propria coscienza, senza alcun problema. Ed è terribile. Questo atteggiamento moltiplicato per centinaia di migliaia di persone è incredibilmente pericoloso, è il mostro che ingoia il futuro. I sondaggi attuali parlano di un’esponenziale perdita di consenso per il Movimento 5 Stelle e di una pari crescita di elettori per il partito di Salvini. Non è servito, dunque, aver appreso che in una delle più grandi truffe economiche ai danni di tutti noi è coinvolto l’attuale ministro dell’Interno. Serve, evidentemente, altro. Davvero, quindi, stiamo entrando in un vicolo cieco?

Seba Ambra -ilmegafono.org