Siamo in Sicilia, in provincia di Palermo. Il paese si chiama Partinico. Dista circa 18 km da Cinisi, ossia dal paese di Peppino e Felicia Impastato e anche del mafioso Tano Badalamenti, “Tano seduto”, come lo chiamava Peppino dalle onde di Radio Aut. Ebbene, a Partinico il liceo scientifico è stato dedicato, fino a pochi giorni fa, fino al 18 aprile 2023, a Santi Savarino, politico democristiano di fede fascista. Il consiglio d’istituto, dopo attenta valutazione e presa di coscienza, chiede che l’istituto venga intitolato a Peppino Impastato, attivista politico ucciso dalla mafia, e alla madre Felicia, donna coraggiosa che si è battuta fino alla fine dei suoi giorni per dare verità e giustizia alla morte di suo figlio. Tutto sembrava filare liscio.

Siamo nel 2023, l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la Costituzione a cui facciamo riferimento è nata dalle ceneri della Resistenza; dopo le stragi di mafia sembra aprirsi una nuova coscienza collettiva contro ogni forma di violenza e sopruso. Del tutto normale insomma che un consiglio d’istituto di un liceo scientifico chieda a voce ferma che la scuola non sia più intitolata ad un politico democristiano di fede fascista (tra gli autori, tra l’altro, delle leggi razziali), ma ad una vittima di mafia, attivista politico, membro di Democrazia Proletaria, giornalista, poeta, conduttore radiofonico, assassinato da cosa nostra nel 1978, per le sue continue denunce contro la mafia.

Tutto sarebbe normale in un Paese normale, in una regione normale, in una città normale. E invece no. Questo cambio “non s’ha da fare, né domani né mai”, come dissero i bravi a Don Abbondio ne “I Promessi Sposi”. A dire no non sono però i bravi, ma la politica locale, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Rao, sostenuta da una maggioranza di centrodestra, che vuole mantenere la vecchia intitolazione. Ovviamente partono le reazioni e le proteste. Si muove anche la “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato” che scrive: “Apprendiamo con amarezza che l’amministrazione comunale di Partinico vuole mettere in discussione il cambio di denominazione deciso dagli organi collegiali del liceo di Partinico con una mozione che andrà in discussione il 19 aprile 2023. È un atto grave che va contro la scelta antimafia, antifascista e antirazzista operata dagli organi decisionali della scuola”.  Perché il Comune di Partinico preferisce uno degli autori delle leggi razziali ad un giovane che ha sacrificato la sua vita alla lotta alla mafia? Perché la memoria di Peppino e Felicia Impastato fanno ancora paura?

Potremmo pensare che il “cambiamento verso l’estrema destra” di questo Paese porta anche simili frutti, che ci si senta autorizzati a dire di tutto, a fare di tutto, a dire no anche alle cose “buone e giuste”. In questo caso sono la società civile, il mondo della scuola, il mondo dei sindacati, la cultura, le associazioni antimafia, il buon giornalismo a opporre il proprio no a quel pessimo no della politica locale, del sindaco e dell’amministrazione comunale. “Noi ci siamo battuti per questa intestazione, c’è anche l’ok della Prefettura – dice Giovanni Impastato,  fratello del giornalista e simbolo dell’antimafia, in una dichiarazione rilasciata a Orizzonte Scuola, – Non conosco i motivi di questa opposizione”. “Sicuramente il nome di Peppino è ancora scomodo in certi ambienti, perché all’interno del movimento antimafia è una figura apprezzata, stimata e molto conosciuta. Ci sono ancora retaggi legati a sistemi omertosi che non tollerano la figura umile di uno che è stato capace di rompere con la famiglia, con il padre, un esempio forte e valido”, conclude.

Dopo le proteste e dopo un’infuocata discussione in Consiglio comunale, il 19 aprile 2023, la giunta di centrodestra di Partinico, sommersa dalle critiche e finita sotto l’occhio del ciclone, fa marcia indietro sullo stop al cambio di nome del liceo scientifico Santi Savarino e finalmente autorizza l’intitolazione a Felicia e Peppino Impastato. Una giusta conclusione degna di un Paese normale che tanto normale non sembra essere. I rigurgiti fascisti vanno rimandati indietro con ogni mezzo a nostra disposizione. Un mezzo ce lo ha suggerito la sceneggiatura del celebre film (I cento passi) che racconta la vita e il destino di Peppino.

La bellezza contro le mafie, un concetto divenuto celebre grazie alle parole che gli sceneggiatori scrivono e affidano alla voce di Luigi Lo Cascio, che ha interpretato il ruolo di Peppino: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Dal 19 aprile 2023, finalmente, a Partinico, adesso, c’è il Liceo Scientifico Felicia e Peppino Impastato. Dedicato a Peppino e Felicia, un figlio e sua madre. “I miei occhi giacciono in fondo al mare, nel cuore delle alghe e dei coralli”, scriveva Peppino in una tua poesia. Le sue parole e le sue idee giacciono, però, dentro ognuno di noi, insieme anche ai suoi occhi, che non giacciono solo in fondo al mare. Grazie a due mezzi straordinari e fortissimi: la memoria e la lotta.

Vincenzo Lalomia -ilmegafono.org