La scorsa estate, come si apprende da un articolo di Simone Olivelli pubblicato su MeridioNews lo scorso 16 ottobre (leggi qui), la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna ha espresso parere negativo al progetto di un mega-parco fotovoltaico esteso per 450 ettari nella valle del Dittaino, in territorio di Centuripe (EN), nel cuore della Sicilia. Nell’articolo, venivano riportate sinteticamente e oggettivamente le motivazioni del parere negativo: prima fra tutte la densità di rinvenimenti archeologici. Tra questi, uno dei due unici siti di arte rupestre preistorica documentati nella Sicilia centro-orientale. Veniva anche dimostrata l’esistenza di un accordo tra l’ente proponente il progetto, IBVI 7 S.R.L., e una società proprietaria di ben 65 delle particelle di terreno agricolo in cui sarebbe sorto l’impianto solare e in cui quest’ultima in passato avrebbe voluto stanziare una discarica.

Due giorni prima, l’agenzia di stampa Reuters lanciava la stessa notizia con un articolo a firma di Angelo Amante (leggi qui) dal titolo che suona così: “La Sicilia blocca il parco solare e gli archeologi entrano in dissidio con gli ambientalisti”. In breve, viene comunicato al mondo, in lingua inglese, che il parco sarebbe stato bloccato “per motivi estetici e culturali”. In Italia i parchi solari ed eolici sarebbero contrastati (solo) perché deturperebbero il paesaggio naturale. Creerebbero, inoltre, litigi tra ambientalisti del paesaggio e ambientalisti del clima. Amante cita, poi, l’esempio del proprietario di un agriturismo siciliano, che avrebbe risolto i propri problemi finanziari cedendo parte dei terreni, a un prezzo quattro volte maggiore rispetto a quello di mercato, per l’impianto di un parco solare.

Non è chiaro se si tratti dello stesso mega-parco sopra citato o di uno degli altri circa 50 parchi fotovoltaici (numero che Amante sembra sconoscere) per cui è stato presentato il progetto nella sola provincia di Enna. Il giornalista conclude dicendo che nonostante il governo italiano abbia varato un apposito decreto per snellire la burocrazia, questa, a differenza che nella Lombardia e nel Veneto, “rimane un problema nelle regioni meno sviluppate del Sud” (sic!).

Avrei voluto commentare l’articolo, ma non era previsto. Così ho pensato di scrivere alla Reuters esprimendo le mie perplessità e invitando a leggere – “per una maggiore obiettività, per dare voce a tutti i punti di vista e per approfondire il problema” – l’articolo di MeridioNews citato sopra. Poco dopo, l’avviso di ricezione e revisione del contenuto della mia mail e, qualche ora dopo, la risposta: “Thank you for contacting Reuters.com support with your comments and feedback. They have been passed on to our editorial team. All comments are read and taken into consideration. However, due to the large volume of emails sent to our reporters and editors daily, we may be unable to provide a personal response”.

Nello stesso giorno usciva un articolo di eguale argomento sul sito web de “Il Sole 24ORE” a firma di Jacopo Giliberto dal titolo: “Così la Sicilia ferma un maxiparco solare per i ciottoli del paleolitico inferiore” (leggi qui). Spinta da tale titolo, la troupe di un programma non meglio precisato di Canale 5 si materializzava nella valle del Dittaino a pretendere ironicamente da un attonito sindaco di Centuripe, reo di trovarsi d’accordo con il parere della Soprintendenza, che venissero mostrati i famosi quattro ciottoli. Un giorno prima, Oscar Giannino, fresco di laurea in paletnologia, esprimeva il proprio sarcasmo via twitter sugli stessi quattro ciottoli postando la pagina a stampa dell’articolo di Giliberto. Il tono ironico del titolo di quest’ultimo mi sembrava quantomeno fuorviante. Visto che stavolta era possibile, per la prima volta in vita mia, mi registro e digito un commento in calce all’articolo, ma non viene pubblicato.

Penso a un errore e ripeto l’operazione, che sortisce lo stesso esito. Capisco, incredulo, che il commento non ha superato il vaglio dei moderatori. Ne riporto integralmente il testo perché sia chiaro che non contiene né insulti, né parolacce, né offese. È solo un commento critico e un invito a leggere i documenti su cui si basa l’articolo stesso:

“Per una maggiore oggettività. Non sono solo i quattro “ciottoli del paleolitico inferiore” del titolo, a mio parere tendenzioso, alla base del parere negativo della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna. Inviterei pertanto il lettore a leggere tale parere integralmente cliccando al link “130 titoli protocollati” contenuto nell’articolo, poi su “pareri C.T.S.” e da lì scaricare il pdf  “4591 del 21/07/2021” (il parere della Soprintendenza). Anche il nome del link “130 titoli protocollati” (quelli che sarebbero stati presentati da IBVI 7 S.R.L.), che riconduce al Portale Valutazioni Ambientali della Regione Sicilia, direi che è un tantino tendenzioso perché mi pare voglia sottolineare solo la grande fatica dell’ente proponente”.

“Poi si può essere d’accordo o meno – continua il commento – se installare pannelli solari in un’area di 4.960.000 metri quadrati di terreno agricolo, di interesse anche ambientale e archeologico, sia o non sia ‘ambientalismo’. Inviterei il lettore, cliccando sul solito link, a scaricare anche la “Carta dell’effetto cumulo su I.G.M.” (uno dei 130 titoli presentati dall’azienda) per rendersi conto che solo una delle aree destinata all’impianto è ampia quanto tre dei paesi che la circondano. Inviterei, infine, il lettore ad approfondire leggendo il seguente articolo di cui ovviamente non sono l’autore [quello di MeridioNews]. Ricorderei, infine, che è possibile opporre ricorso alla Soprintendenza (come riportato in calce al citato parere). Il costo del procedimento, per un’azienda che investe milioni nel progetto, equivarrebbe a pochi spiccioli ben investititi, perché sicuramente lo vincerebbe, visto che si vorrebbe bloccare una tale opera solo per quattro “ciottoli del paleolitico inferiore”.

La mancata pubblicazione del commento mi ha lasciato esterrefatto e anche un po’ amareggiato. Il giorno successivo ho pertanto segnalato l’accaduto all’Ordine dei giornalisti per avere un parere e per capire se ci sono delle regole che mi sfuggono. Ad oggi non ho ricevuto alcun parere e neanche risposta. Dall’esperienza ho desunto che l’Ordine dei giornalisti italiani, a differenza della Reuters, ignora del tutto il comune cittadino e che Il Sole 24ORE non posta commenti critici agli articoli dei suoi giornalisti. In tal caso, la casella “commenta” andrebbe eliminata o sostituita con una denominata “discussioni preferibilmente generiche (meglio se da autobus) tra i lettori”. Intanto la “notizia” è passata e il ministro della Transizione Ecologica, Cingolani, citando la stampa, accenna a impianti bloccati dalle soprintendenze “con delle giustificazioni un po’ incomprensibili”. Se non si esamina a fondo la documentazione relativa, aggiungerei.

Per chi volesse approfondire e discutere con cognizione di causa del progetto citato, ecco il link al Portale Valutazioni Ambientali della Regione Sicilia, quello dei “130 titoli protocollati”.

Giacomo Biondi (Archeologo CNR – ISPC) – ilmegafono.org