Negli ultimi tempi la popolarità di Greta Thunberg ha raggiunto nuove vette che hanno portato la sedicenne attivista svedese ad essere una candidata credibile al premio Nobel per la pace 2019. In Italia, nell’ultimo mese, circa un milione di persone hanno manifestato nelle principali piazze in occasione dei #FridaysForFuture, per rivendicare il diritto ad un mondo meno compromesso dal punto di vista ambientale e climatico. Le parole di Greta, fin dalle sue prime interviste, hanno avuto un impatto virale a livello mondiale, al punto da stimolare la nascita spontanea di movimenti a sostegno della ragazza svedese e della sua sensibilità verso il futuro del pianeta. Alle tante manifestazioni di stima e affetto è però corrisposto altrettanto veleno e scetticismo da parte dei suoi detrattori che puntualmente cercano di smontare questo personaggio e soprattutto quello che rappresenta.

Tra chi contesta il messaggio di Greta è abbastanza importante fare una netta distinzione tra coloro che oppongono argomentazioni e coloro che invece seminano odio gratuitamente. Se qualcuno si limita a ritenere le soluzioni proposte da Greta inapplicabili nel breve periodo, altri si lasciano andare alle varie teorie del complotto che vedrebbero l’attivista come una marionetta nelle mani delle multinazionali. Spesso chi fa queste considerazioni si basa sulla negazione delle fonti scientifiche che spiegano come il surriscaldamento globale dipendente dalle emissioni di CO2 è un fatto, non una teoria. Il problema è che chi sostiene queste fantasiose tesi spesso lo fa in maniera anche violenta.

L’ennesimo esempio di ciò, lo si è visto in settimana a Roma, dove sul cavalcavia di via Isacco Newton è stato esposto un fantoccio raffigurante l’adolescente impiccata con un cartello riportante la frase “Greta is your God”. Una cosa agghiacciante, macabra, ignobile. Ma come si è arrivati fino a questo punto? Cosa ha portato Greta ad essere così odiata in Italia? Sicuramente una delle cause è il vero e proprio bullismo mediatico a cui è stata sottoposta. A fomentarlo è stato certamente l’atteggiamento ostile di alcuni quotidiani come “Libero” o “Il Giornale”. Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri è arrivato a titolare “Vieni avanti Gretina. La rompiballe va dal Papa”, in occasione della visita al Vaticano della giovane attivista. Insomma è stato completamente sdoganato un linguaggio altamente offensivo nei confronti di una ragazza minorenne e per di più affetta della sindrome di Asperger. E se tutto ciò è consentito allora il passo che porta alle minacce di morte e alle macabre trovate come quella di via Newton è veramente breve.

Come se non bastasse si ricorre a qualunque mezzo pur di stimolare l’odio delle persone. Quella delle fake news è diventata un’arma fondamentale in questo senso. Per rendersene conto, ancora una volta basta aprire i giornali di questa settimana, con la nazionale di calcio italiana che ha annunciato che, in occasione della partita contro il Lichtenstein, gli azzurri avrebbero vestito un inedito completino verde per festeggiare la nuova linea giovane che ha visto convocati più del 50% di ragazzi under 25. Nulla a che vedere con il clima o l’ambiente. Nonostante ciò alcune testate hanno criticato la scelta della nazionale, con la solita minestra riscaldata delle “nostre tradizioni in pericolo”, millantando che la scelta di rinunciare al classico azzurro per una partita fosse riferibile ad una scelta politica di sostegno nei confronti delle tematiche di Greta Thunberg. Insomma si continua a diffondere deliberatamente ignoranza, da questa si genera odio che spesso diventa violento. Mai come in questo caso però i mandanti morali sono ben riconoscibili.

Vincenzo Verde -ilmegafono.org