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Il futuristico pop-rock degli Atlanto

Punteggio 93%

Dalle terre del vicentino ci giungono la musica e lo stile degli Atlanto, una band arrivata al decimo anno di attività e alla produzione di un terzo album. Gli Atlanto, fin dai tempi della loro formazione, propongono al loro pubblico un pop-rock ben fatto, che piace e che cattura chi lo ascolta, probabilmente perché capace di alternare delle sfumature che a tratti sono chiaramente di stampo italiano, in cui è appunto il pop ad avere la maggiore, ad altre che invece si rifanno ad un’impronta molto più internazionale dove la struttura melodica è molto più articolata.

Sono quattro musicisti dall’esperienza ormai consolidata che, dopo un po’ di tempo e dopo i riscontri positivi ottenuti con “L’uomo, il suo sogno e il nuovo giorno” (2010) e “Terra” (2013), tornano a proporsi con un nuovo disco, intitolato “Futuri parziali”.

Questo album, dal punto di vista artistico, rappresenta un insieme di riflessioni/tracce musicali sui futuri possibili che ci si presentano (o ci si sarebbero potuti presentare) durante la vita. Dei futuri possibili definiti in base alle scelte fatte da noi o dagli altri, ai contesti, alle esperienze e quant’altro. Per gli Atlanto (che abbiamo ospitato nell’ultima puntata della nostra trasmissione radiofonica “The Independence Play”) il disco rappresenta, invece, non solo una consacrazione all’interno di un genere in cui è chiaro che essi si trovano a loro agio, ma anche un’evoluzione artistica.

Ciò perché questi bravi musicisti vicentini risultano capaci di abbellire le loro tredici tracce e in generale il loro pop-rock con un insieme di sapienti innesti elettronici, che arricchiscono e rendono molto più variegato e originale l’ascolto dell’intera produzione. Una produzione che va assolutamente ascoltata, almeno una volta. Se lo farete, dopo sarà impossibile non ascoltarli.

Manuele Foti -ilmegafono.org

La copertina dell’album “Futuri parziali”

Pillola

93%

In breve Per gli Atlanto il disco rappresenta non solo una consacrazione all’interno di un genere in cui è chiaro che essi si trovano a loro agio, ma anche un’evoluzione artistica. Ciò perché questi bravi musicisti vicentini risultano capaci di abbellire le loro tredici tracce e in generale il loro pop-rock con un insieme di sapienti innesti elettronici, che arricchiscono e rendono molto più variegato e originale l’ascolto dell’intera produzione.

Concept
91%
Pop-rock
95%
Elettronica e arrangiamenti
94%

Autore

Manuele Foti

Laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, diplomato in pianoforte presso il Conservatorio "F.Cilea" di Reggio Calabria, ho studiato chitarra elettrica per molti anni e sono un aspirante compositore. Mi piace etichettarmi musicalmente come un punto di convergenza tra sacro e profano, alla continua ricerca di nuove espressioni sonore all'interno di qualsiasi genere musicale. Redattore al servizio della musica (e non solo) dalla provincia di Reggio Calabria, "a caccia" di talenti emergenti della scena italiana e internazionale.

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