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Orti urbani: la nuova frontiera dell’orto 3.0

Orti urbani: la nuova frontiera dell’orto 3.0

Gli orti urbani hanno una storia che comincia a fine Ottocento con i giardini operai, le abitazioni degli operai, infatti, disponevano di un orto individuale. Agli industriali appariva una buona attività fisica all’aria aperta, necessaria dopo le molte ore di lavoro nell’ambiente chiuso della fabbrica, ma in primis un’attività sana, che intratteneva l’operaio lontano da possibili coinvolgimenti politici o iniziative comuni contro il datore di lavoro.

Oggi, in città, dove gli spazi verdi scarseggiano, ci sono associazioni che hanno come scopo principale la promozione e la realizzazione di orti diffusi, anche mediante il coinvolgimento di enti pubblici, cittadini e aziende che siano impegnate sui temi della responsabilità sociale, della partecipazione e dell’aggregazione, utilizzando l’orto come luogo ad uso socialmente, culturalmente ed ecologicamente benefico.

OrtoGrafia Urbana è un’associazione agro-culturale nata a Nerviano, in provincia di Milano, con la volontà di perseguire la promozione dell’agricoltura sostenibile, il rispetto del territorio volto alla tutela e alla valorizzazione della agro biodiversità a rischio di estinzione o di erosione genetica, intesa come varietà vegetali, e delle abilità rurali ad essa collegati, quindi la volontà di effettuare azioni volte alla valorizzazione delle tradizioni e degli usi legati all’attività agricola. In particolare è vivo l’interesse riguardo il recupero, la conservazione, la coltivazione, lo scambio, lo sviluppo e la diffusione di risorse genetiche vegetali soggette a pericolo di estinzione o a erosione genetica e di varietà tradizionali, contadine e di interesse agricolo, essenze spontanee e dimenticate.

L’associazione ha realizzato il progetto dell’orto urbano nel 2014, firmando una convenzione con l’amministrazione comunale per la gestione di un terreno di circa 200 metri quadrati situato all’interno del plesso scolastico di una scuola primaria della cittadina del milanese. Questo ha permesso all’associazione di attivare parallelamente un ulteriore progetto di orto didattico con cinque classi, con le quali si tengono lezioni teoriche e pratiche, portando i ragazzi nell’orto e insegnando loro le tecniche di preparazione, semina e trapianto di verdure e cereali. L’orto didattico viene gestito da cinque persone che si alternano e collaborano attivamente nella preparazione del terreno e nella coltivazione delle prose; per quattro di loro, che non avevano esperienza, è stata una crescita personale che con il tempo ha affinato la loro manualità.

Nell’orto, per scelta dell’associazione, non vengono utilizzati prodotti chimici per il trattamento degli ortaggi o per la fertilizzazione: sono state realizzate compostiere con materiali di recupero, alimentate con gli scarti dell’orto e con la parte compostabile che arriva direttamente dalla scuola. L’uso dell’acqua per l’irrigazione non prevede sprechi e per questo è stato realizzato un impianto di irrigazione goccia a goccia.

L’inverno scorso, dopo avere tenuto una serie di incontri sull’avvicinamento agli orti familiari, OrtoGrafia Urbana si è resa conto della necessità di ampliare il progetto, perché è sempre maggiore il numero di persone che desidera coltivare un orto ma che non dispone di uno spazio verde da poter coltivare. Per questo motivo l’associazione sta verificando la possibilità di trovare un nuovo spazio da destinare a orto urbano, con una piega ancor più sociale, cioè gestito da inoccupati, disoccupati e cassintegrati, potendo così ottenere un doppio beneficio: un risparmio economico, coltivando in un orto le verdure necessarie per la famiglia, e la possibilità di impegnare qualche ora durante la settimana e alleggerire le pressioni psicologiche dovute alla situazione lavorativa.

Le verdure coltivate negli orti urbani sono le classiche a seconda delle stagionalità: pomodori, melanzane, patate, piselli, fagiolini, fagioli, zucche, aglio, cipolle, verze e non mancano piccole sperimentazioni come la coltivazione di una prosa di topinambur. Nel 2017 la raccolta di zucche è stata così imponente che si è pensato con successo di trasformarle in marmellata, successivamente utilizzata per una raccolta fondi a favore di una cooperativa agricola di Castelluccio di Norcia, colpita dal terremoto del 2016. OrtoGrafia Urbana ha colto nel segno, riuscendo a coniugare socialità e bisogno di ritorno alla terra.

Samantha Di Vito (Sonda.life)  -ilmegafono.org

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