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Mataleòn, anima metal tutta da scoprire

Mataleòn, anima metal tutta da scoprire

Quattro musicisti, la passione per rock, metal e alternative, una buona esperienza live e un Ep (dal titolo “Prospettiva di un’idea”) pubblicato lo scorso aprile: parliamo dei Mataleòn, band nata a Sesto San Giovanni e composta da Tommaso Di Blasi (voce/chitarra), Andrea Giuliani (chitarra), Manuel Schiavone (basso/cori) e Daniele Bocola (batteria). Il biglietto da visita della band è di quelli prestigiosi, dal momento che, sin dall’inizio, a co-produrre i loro lavori (il singolo Fuoco nella testa, uscito nel 2012, e l’Ep che vi presentiamo oggi) è stato Olly Riva, leader dei The Fire, ma soprattutto degli Shandon, storico e amato gruppo del panorama ska punk italiano, scioltosi nel 2004 e adesso, come annunciato dallo stesso Riva, nuovamente riunitosi.

Non è però solo una questione di referenze, i Mataleòn meritano per via del loro talento, dell’intensità dei loro brani, della capacità di produrre e mischiare un rock e un metal che non hanno mai tratti di banalità, non sono mai troppo simili a qualcosa di già sentito, rischio che gran parte dei gruppi esordienti corrono. Questi musicisti lombardi riescono a mettere in mostra una loro identità, un’impronta precisa che è visibile in ognuna delle sei tracce che compongono l’Ep “Prospettiva di un’idea”.

Nella prima, Atari (guarda il video qui), gli animali in gabbia trovano in un groove potente il loro ruggito e la loro ribellione. In Ozymandias, chitarre potentissime e indiavolate aprono scenari ad alto contenuto metal, mentre i cori diventano sfogo contro l’avidità senza limiti di uomini vili. Degni di nota, inoltre, gli intermezzi percossi da un basso prepotente e intenso. In Foglio bianco troviamo un assolo straziante, come il tentativo di seguire nel vento chi si ama, graffiando le distanze.

Dove sei adesso è invece un brano aperto da un vortice metal che ti rapisce immediatamente e ti porta lontano dalla tua regina, lasciandoti in un labirinto di solitudini da prendere a schiaffi con un ritmo sempre più incalzante. Vorrei lascia spazio a un rock più intimo che invoca risposte senza mai rinunciare al desiderio. Nell’ultima traccia, Fuoco nella testa (il loro primo singolo), la rabbia infine esplode e brucia la notte con un sound infuocato e incessante.

I Mataleòn, con questo Ep, dimostrano che il metal è la loro principale fonte di ispirazione, la parte più di impatto, quella che arriva meglio a chi ascolta. Il disco è ben costruito, i musicisti hanno davvero talento e i testi non sono mai banali. Sicuramente da ascoltare.

FrankaZappa –ilmegafono.org

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

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