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“Trascendenze”, a Noto la coinvolgente mostra di Andrea Marchese e Barbara Cammarata

“Trascendenze”, a Noto la coinvolgente mostra di Andrea Marchese e Barbara Cammarata

Continuano gli eventi collaterali legati alla mostra “GRAPHEIN”, organizzata da Sudestasi Contemporanea, presso il Museo Civico Gagliardi di Noto. Dopo “Milk” di Paolo Greco e Daniela Frisone, è attualmente in corso la mostra “Trascendenze”, che vede protagonisti i due artisti nisseni Andrea Marchese e Barbara Cammarata. Una stanza bianca, sette fotografie e un monitor. La sensazione di sospensione che le opere di Marchese danno al fruitore è accentuata dal candore delle pareti che le ospitano. Immagini semplici: cieli notturni da cui emergono oggetti come lampioni; un albero in mezzo al giallo dei campi di grano tipici del cuore della Sicilia; uno scoglio in mezzo a un mare placido; ma anche una doccia azzurra in un lido d’inverno. Queste e altre sono le immagini di Marchese che troverete in mostra affacciate su una delle terrazze più belle di Noto.

Andrea Marchese cerca di parlare al cuore ma lo fa quasi timidamente, senza disturbare, creando composizioni che potremmo definire “pure”. Le sue fotografie, pur di una semplicità disarmante, lasciano un solco nel campo dei ricordi e si prestano a infinite interpretazioni, a seconda del grado di sensibilità di chi le osserva. Possono essere guardate in un attimo, o ci si può perdere dentro. Ma chi è Andrea Marchese? Lo capirete guardando il video “Operetta Metafisica”, che si alterna sul monitor insieme a un altro video realizzato con Barbara Cammarata, “Wearing my mother”.

“Operetta Metafisica” è come l’orinatoio di Duchamp: è l’arte che si prende gioco di se stessa con grande ironia e consapevolezza, è uno schiaffo sonoro al bluff dell’arte contemporanea e alla supremazia del curatore sull’artista. “Wearing my mother” è invece molto diverso: girato da Marchese ma ideato e diretto da Barbara Cammarata, si tratta di un elegante lavoro simbolico che sottolinea il distacco tra due epoche vicine ma opposte, quella dei nostri genitori e la nostra. Il vestito da sposa della mamma è sollevato a 35 metri di altezza assieme al vestito della comunione della figlia.

“La gru per me è simbolo del fallo e del modo con cui l’immaginario maschile lo ha coniugato e imposto”, afferma Barbara parlando della propria opera. Marchese e Cammarata sono due artisti nisseni poco conosciuti nella provincia di Siracusa, ma che hanno già collezionato diverse esperienze nazionali e internazionali di spessore. La loro “Trascendenze” è una mostra da non perdere. Così come vi consigliamo di non perdere i prossimi due incontri con gli artisti: Filippa Santangelo, con “Dk, i-stanze dell‘animo” (25 luglio) e Giuseppe Ragazzini, con “Seirenes” (8 agosto).

Redazione -ilmegafono.org

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ilmegafono

La firma di redazione, un'usanza a cui non potevamo rinunciare. Ma tranquilli, dietro i nostri pezzi ci siamo sempre e solo noi. Nient'altro che noi.

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