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I Tre Terzi ci guidano nel loro avvincente viaggio alternative rock 

Punteggio 96%

La Sicilia nel sangue, la voglia di suonare e cantare e, alle spalle, un disco e una decennale esperienza live su tanti palchi dell’isola e d’Italia: questa è, in estrema sintesi, la carta d’identità dei Tre Terzi, band palermitana che ha da poco pubblicato (il 5 giugno scorso), il suo secondo album in studio, intitolato “Andata e ritorno” e prodotto da Patridà Records, con la produzione artistica di Pierpaolo Latina, presso MCN STUDIO di Lello Analfino. I Tre Terzi sono un gruppo formatosi nel 2009 dall’unione di tre amici musicisti, ai quali poi si è aggiunto un quarto elemento (come ci ha raccontato Claudio, uno dei fondatori, nel corso dell’ultima puntata di “The Independence Play” sulla nostra radio web) e questo loro ultimo lavoro è un concept album molto interessante.

Un disco corposo, intenso, con ben quattordici tracce che ci raccontano un viaggio e tutto quello che si vive dal momento in cui si parte fino a quello in cui si torna indietro. L’apertura dell’album, non a caso, è affidata al brano Andata, un brano delicato che ci accoglie in punta di piedi, con rumore di sabbia e conchiglie, in un blues che cambia poi inaspettatamente e si tuffa nei ritmi travolgenti della disco music. Nelle loro canzoni riecheggiano atmosfere che a noi hanno ricordato il miglior Silvestri (come ne Il club) oppure il Max Gazzè più dolce e sognante che conosciamo (come ne Il caffè). Nell’album dei Tre Terzi ci sono ritmo, capacità compositiva, testi validi ed armonia.

C’è un pop che sa diventare country dance e sa far sorridere, come in Poi cambierà, dove risulta bellissima la scelta di sovrapporre le chitarre acustiche con quelle elettriche. Andata e ritorno, brano che dà il titolo all’album, è differente: qui la chitarra diventa quasi arpa e accompagna un tuffo in un mare che “ha il colore di tutte le cose” e “basta il vuoto del vento a renderlo feroce”. Nella traccia E non sai perché, la voce, come già mostrato in altre canzoni, diventa alta e prende le tonalità, la profondità, il colore del grande Zucchero. Bellissima poi la ghost-track Piantalapianta, perché aggiunge a tutto l’insieme un’altra sfumatura ancora più rock e accattivante.

Forse è la prima volta che non ci riesce facile decidere quale sia la veste più adatta di un gruppo che ascoltiamo e recensiamo, quale canzone fra tutte possa rappresentare la strada da seguire, probabilmente perché, nel caso dei Tre Terzi, la loro ricchezza sta proprio nel riuscire a essere tutto nello stesso momento. I Tre Terzi sono convincenti, ci sanno fare, questo album è bello, vario, avvincente, come un racconto che non conosce mai momenti ripetibili o noia. Sono un concentrato di tante cose. Per capirci: prendete la musica migliore dello scenario pop-rock e alternative rock italiano e ritroverete in questo gruppo lo stesso profumo, la stessa bravura e la stessa determinazione. A questo punto speriamo che procedano spediti verso il grande successo. Sarebbe meritato.

FrankaZappa -ilmegafono.org

La copertina dell’album “Andata e Ritorno”

Pillola

96%

In breve Un disco corposo, intenso, con ben quattordici tracce che ci raccontano un viaggio e tutto quello che si vive dal momento in cui si parte fino a quello in cui si torna indietro. I Tre Terzi sono convincenti, ci sanno fare, questo album è bello, vario, avvincente, come un racconto che non conosce mai momenti ripetibili o noia.

Concept
95%
Voce
97%
Testi
96%

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

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