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Gli Scat Plaza e il potere del funk

Gli Scat Plaza e il potere del funk

“Stasera non so che fare, se qualcuno vuole suonare una Jam io ci sono”. Inizia tutto così, con un post su facebook, per questi ragazzi di Grosseto che ora hanno tra i 20 e i 25 anni. Una jam improvvisata e la passione per gruppi come i Red Hot Chili Peppers o Jamiroquai per dare vita a questo progetto e gruppo dal nome Scat Plaza.

Ragazzi instancabili che dal 2012 non hanno mai smesso di suonare. Una data dietro l’altra, senza sosta, e il funk per guadagnare consensi, far muovere le gambe e unire: perché “al funk non si comanda!” Un funk coraggioso (come pochi nel panorama italiano) e la voglia di riuscire, senza credere a tutti quelli che si vendono come santi.

Lo scorso febbraio è uscito il primo EP, composto da quattro canzoni. Quattro canzoni che partono tutte dal funk per poi lasciare spazio a sonorità più complesse e profonde che toccano l’hip pop (come in Al funk non si comanda), il pop e anche assoli con riuscite sonorità blues.

Per quanto riguarda le altre tracce: Mama Africa – per ricordare che la musica unisce sempre a prescindere dai giudizi della gente; Tutti santi – per sorridere dei vizi e delle virtù in questo mondo di peccatori; Al funk non si comanda – perché la musica è l’unica strada da seguire; Non c’è più tempo – per un viaggio a Lisbona in cui fare e disfare sound e pensieri.

La cosa che lascia piacevolmente colpiti nell’ascoltare gli Scat Plaza è proprio la loro voglia di far buona musica, mettendosi a disposizione anche per le feste di compleanno, oltre che per il palco e per i tanti pub. Davanti a tanta voglia di suonare, migliorare e ballare non resta che sperare che il sound li guidi e li porti presto a lanciare dopo questo EP anche il primo album!

FrankaZappa -ilmegafono.org

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

1 Commento

  1. Artemia

    Ascoltato questa band dopo la lettura di questa recensione. Sono rimasto sorpreso per l’energia di questa giovane band, i testi sono molto rilassati e sognanti. Piacevoli da ascoltare in una macchina durante un viaggio. Arrangiamenti interessanti, mi piace l’atmosfera pop/funk/hip hop che sono riusciti a dare. Spero di sentirli su a nord, nel milanese. Mancano band come la loro

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