Nel IV secolo avanti Cristo, Aristotele scriveva che l’uomo è un animale politico, per sottolinearne la natura sociale e comunitaria, la sua vocazione naturale alla relazione con i propri simili. A 2400 anni di distanza, l’essere umano, schiacciato da un’epoca superficiale e individualista, nella quale tutto si consuma velocemente, fra estetica, tecnologia e materialismo, sacrifica proprio l’aspetto fondamentale delle relazioni. Non solo con gli altri, ma anche con se stesso.
Un concetto che trova residenza nella scrittura e nella musica del cantautore teramano Tommaso Seconi, che oggi, 21 marzo, pubblica il suo primo disco da solista, intitolato “Fragolina di campo” e uscito con l’etichetta (R)esisto. Nove tracce che raccontano il vissuto di questo artista, mettendo al centro le relazioni, l’amore inteso nella sua dimensione più nobile e autentica, l’esperienza più vera. Si avverte il contesto nel quale questo disco è nato, che è quello silenzioso e surreale della pandemia da Covid, quando il mondo aveva dovuto improvvisamente rallentare il proprio ritmo.
I testi di Seconi sono ben costruiti, le rime risultano mature e sono affidate a un cantato che forse ha la pecca di non apparire molto potente, ma che richiama la tradizione folk-rock italiana degli anni ‘90. A livello musicale, la cornice è proprio quella della musica d’autore folk-rock di quegli anni, che però presenta anche sfumature più pop e altre più vicine al moderno cantautorato indie. Quello di Tommaso Seconi (che abbiamo avuto ospite nell’ultima puntata di “The Independence Play”, la nostra trasmissione radiofonica) è un buon disco, sicuramente un inizio, valido nei contenuti, che ha solo bisogno di osare e sperimentare un po’ di più.
Redazione Musica -ilmegafono.org

La copertina dell’album “Fragolina di campo”
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