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La travolgente irruenza rock dei Terenzio

Punteggio 95%

Districandoci tra i rovi della musica pop e cantautorale, tempestata ormai di germogli su ogni tipo di palcoscenico, capita di trovare anche qualcosa di inatteso e di più selvaggio, frutto di una natura possente e indomabile. Come quella che viene fuori dalla musica dei Terenzio.

Terenzio, vale a dire Ter ed Enzio: semplicemente un duo, basso e batteria, ma di eccezionale potenza. Direttamente dallo scalo di Lamezia Terme, tra le verdi e stupende terre calabresi, ci fanno volare musicalmente verso qualcosa dal sapore più internazionale, molto meno mainstream rispetto a quanto siamo soliti ascoltare sulle varie frequenze radio nostrane.

Terenzio è un progetto musicale che ringhia e graffia, che viene fuori aggressivo dal profondo dell’anima e che “travolge come un treno”, come dicono a ragione i membri stessi. È un tipo di rock molto legato alla tradizione di fine anni ‘90, quella in cui si usò il rock come cavia per qualunque impronta futuristica sul genere.

I Terenzio hanno ricalcato questa linea attingendo da esperienze noise e distorte, andando a collocarsi tra lo stoner-rock e il math-rock, lasciando comunque intravedere sempre anche qualcosa di metal o hard-rock puro. Insomma, è senza dubbio un genere non adatto ai deboli di cuore, che potrebbe essere inquadrato oggigiorno come qualcosa di post-rock, in maniera troppo superficiale a nostro modo di vedere.

Perché la musica dei Terenzio, che è puramente strumentale, è minimalista ma allo stesso tempo non vuole avere linee guida o canoni rigidi; l’elemento sorpresa, ovvero i classici break di questo tipo di genere, sono intesi più che altro come cambiamento repentino, come una fuga da qualcosa che stava per diventare usuale e monotono. La musica dei Terenzio (che vi abbiamo fatto ascoltare nell’ultima puntata di “The Independence Play”, sulla nostra web radio) trasmette proprio questo: una continua ricerca di qualcosa di differente quando la situazione sembra essersi stabilizzata.

Il loro EP omonimo rappresenta perfettamente quanto detto sul loro stile: quattro tracce espresse con un’energia e una irruenza rock che sembra non esaurirsi mai e che snobba clamorosamente ogni tentativo di distensione sonora o ritmica. A proposito dei ritmi, sono una delle cose più interessanti dell’intera produzione: i cambi di ritmo durante le tracce sono davvero tanti e trattati peraltro egregiamente, dando l’impressione di quella continua metamorfosi a cui ci riferivamo prima. Insomma, questa è davvero una bella scoperta, che in primis i rocker e i metallari non possono farsi sfuggire.

Manuele Foti -ilmegafono.org

La copertina dell’EP “Terenzio”

Pillola

95%

In breve I Terenzio hanno ricalcato questa linea attingendo da esperienze noise e distorte, andando a collocarsi tra lo stoner-rock e il math-rock, lasciando comunque intravedere sempre anche qualcosa di metal o hard-rock puro. Insomma, è senza dubbio un genere non adatto ai deboli di cuore.

Rock sperimentale
95%
Arrangiamenti
98%
Concept
94%

Autore

Manuele Foti

Laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, diplomato in pianoforte presso il Conservatorio "F.Cilea" di Reggio Calabria, ho studiato chitarra elettrica per molti anni e sono un aspirante compositore. Mi piace etichettarmi musicalmente come un punto di convergenza tra sacro e profano, alla continua ricerca di nuove espressioni sonore all'interno di qualsiasi genere musicale. Redattore al servizio della musica (e non solo) dalla provincia di Reggio Calabria, "a caccia" di talenti emergenti della scena italiana e internazionale.

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