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Elezioni 2018: la giornata di uno scrutatore

Elezioni 2018: la giornata di uno scrutatore

Il centro polivalente della Protezione civile a Castelnuovo di Porto (Rm) ha ospitato, domenica 4 marzo, i seggi preposti allo scrutinio delle schede elettorali degli italiani all’estero. Nei capannoni del centro polifunzionale sono stati allestiti oltre 1.500 seggi: l’orario previsto per l’avvio delle operazioni preliminari era alle 11, mentre lo spoglio delle schede doveva iniziare alle 23, come in tutti gli altri seggi d’Italia. La stragrande maggioranza dei seggi ha chiuso la mattina successiva, dopo le ore 7. Scrutatori, presidenti e segretari di seggio hanno lavorato ininterrottamente per 24 ore o più, in condizioni precarie e degradanti. E dopo lo spoglio è stata anche aperta un’inchiesta su presunti brogli elettorali all’estero.

La giornata, per molti scrutatori, presidenti o segretari di seggio è iniziata alle 10. Convinti di poter arrivare entro un’ora dalle zone centrali di Roma fino a Castelnuovo di Porto, sono saliti sulle loro auto per raggiungere il centro polivalente della Protezione civile e svolgere il proprio “dovere” di cittadini. Molti sono arrivati a destinazione dopo circa 4 ore di fila e gran parte di essi sono stati spediti in un’area ad hoc, a circa 5 chilometri dal centro polifunzionale, per poi essere costretti a ricorrere a una navetta per raggiungere il sito dove era stato allestito l’Ufficio Elettorale.

Arrivati al seggio in uno dei tanti capannoni allestiti per lo scrutinio dei voti, molti di loro hanno subito potuto constatare che mancava il personale necessario. Molti scrutatori, infatti, hanno rinunciato all’incarico e non si sono presentati. Nel primo pomeriggio sono state avviate le operazioni preliminari: ovvero l’apertura delle buste in cui sono contenute le schede votate e il controllo delle identità dei votanti sui registri cartacei. Decine di registri con migliaia di nominativi dove cercare i nomi dei votanti e apporre la propria firma.

Nel frattempo, nei capannoni, sprovvisti di bagni in muratura e con qualche macchinetta per il caffè e l’acqua, decine di seggi non sono stati nemmeno aperti, per assenza di scrutatori. Molti presidenti, per la maggior parte dipendenti pubblici obbligati a sostituire i rinunciatari, alle 16 di domenica pomeriggio sono stati costretti a elemosinare l’aiuto di parenti e amici perché facessero da scrutatori. A Castelnuovo sono stati quindi chiamati anche agenti della polizia locale a fare da scrutatori, lasciando scoperti i territori municipali in cui lavorano. Altri dipendenti pubblici sono stati portati nel centro polivalente nella nottata tra domenica e lunedì per coprire i “buchi”.

Le operazioni preliminari sono terminate in molti seggi solo alle 24 o più tardi, ovvero dopo l’orario previsto per lo spoglio delle schede. Stanchi e provati, anche a causa di un’inattesa incursione di giornalisti di un noto programma televisivo, scrutatori, presidenti e segretari di seggio hanno lavorato senza interruzioni per altre sei o sette ore per contare i voti, registrarli e inviarli all’Ufficio elettorale centrale. Non sono mancate le ambulanze, chiamate per prestare soccorso al personale colto da malore.

I sindacati dei lavoratori di Roma Capitale hanno  denunciato l’inefficienza organizzativa e i turni di lavoro estenuanti a cui è stato sottoposto il personale a Castelnuovo di Porto e hanno chiesto un’indagine amministrativa. Finora, però, l’unica inchiesta aperta è quella della Procura di Roma, sui presunti brogli nel voto all’estero, quelli denunciati dal famoso programma televisivo.

Redazione -ilmegafono.org

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ilmegafono

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