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Il 21 marzo, a Foggia insieme a Libera per dire no alla mafia

Il 21 marzo, a Foggia insieme a Libera per dire no alla mafia

Il 21 marzo è il primo giorno di primavera. Per secoli, in Occidente, questo periodo dell’anno è stato sempre accolto dalle popolazioni come l’avvento della fertilità e della rinascita. Da un paio di decenni, per l’Italia, questo giorno sancisce invece l’inizio della primavera culturale del nostro paese nella lotta all’illegalità. L’associazione Libera, dal 1996, è promotrice della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. Questo evento, giunto alla sua XXIII edizione, ha l’obiettivo di sensibilizzare soprattutto i più giovani sulla brutalità della mafia che distrugge famiglie e a volte intere comunità.

Proprio per tale motivo, per numerose edizioni il 21 marzo ci si è ritrovati in prossimità di luoghi dove la mafia era ben radicata e dove il disagio sociale si respirava per le strade. L’importanza di questa giornata è aumentata costantemente nel corso degli anni. Se nel ‘96 a Roma, erano presenti qualche centinaio di studenti, negli ultimi 2 anni, a Messina e Locri, la formula dell’evento è cambiata. Al raduno principale nelle due suddette città si sono aggiunti tanti “eventi satellite” in tutta Italia. L’anno scorso, in totale si è raggiunta la cifra record di circa mezzo milione di persone in più di 4000 città.

Nel marzo scorso, inoltre, il parlamento italiano ha deliberato che il 21 marzo fosse riconosciuto come “giornata nazionale della memoria”, a sostegno dell’impegno di Libera e di quello di tutti i cittadini che per anni avevano partecipato all’evento. Nel 2018 l’epicentro di questo terremoto di legalità sarà Foggia, ma l’evento varcherà i confini nazionali: oltre alla distribuzione capillare sul suolo italiano, infatti, saranno organizzate commemorazioni anche nelle principali città europee e dell’America Latina. Un vero e proprio vento di rinascita e di impegno per il futuro che abbraccerà mezzo mondo.

La prassi del 21 marzo sarà la stessa degli ultimi anni: si sfilerà per le vie delle città e ci si radunerà nelle principali piazze per leggere l’elenco delle vittime innocenti delle mafie stilato da Libera (attualmente comprende più di 900 nomi, un numero che tristemente cresce di anno in anno). Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell’associazione, terrà poi il suo abituale discorso in cui presenterà il tema di quest’anno: “Terra, solchi di verità e giustizia”. Questa edizione si terrà a Foggia per raccontare questa città e questa zona d’Italia che spesso viene sottovalutata, ma che oggi è riconosciuta come terra di mafia e di sangue.

Il tema di questa edizione fa anche riferimento alla portata mondiale che ha raggiunto l’evento. Creare avamposti di verità e giustizia ad ogni latitudine non può che essere l’obiettivo di chiunque combatte oggi per la legalità in un mondo globalizzato. Come al solito, l’evento si chiuderà con la possibilità di partecipare a numerosi seminari votati a erudire chiunque scelga di parteciparvi su diversi temi che riguardano la lotta alla criminalità organizzata. Come sempre, questo periodo coincide anche con il ricordo di Don Peppe Diana, prete anticamorra la cui memoria non può essere omessa in questo contesto. Anche quest’anno, pertanto, Libera sarà presente il 19 marzo, a Casal Di Principe, per ricordare uno dei più grandi martiri nella guerra alla criminalità organizzata, nel ventiquattresimo anniversario della sua morte.

In un periodo di forte crisi culturale, eventi come questi sono un’opportunità per ricordare la nostra storia e chiedere scusa a chi è morto di mafia. In fondo questi uomini e queste donne sono morti perché noi non siamo stati abbastanza vivi. Non ancora.

Vincenzo Verde -ilmegafono.org

Autore

Vincenzo Verde

Ho 25 anni, sono nato in Campania, ho studiato a Milano e ho lavorato all’estero. Cerco di guardare la realtà da più prospettive per pormi le domande giuste. Fin da piccolo sono stato appassionato di legalità e giustizia, oltre che di politica. Sono un ottimo cuoco e un tifoso accanito di calcio. La mia età e la mia testardaggine mi impongono un solo monito: cambiare le cose è possibile. Il Megafono è lo strumento giusto per far sentire la mia voce.

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