Select Page

Il travolgente grunge degli Afu nel loro riuscito esordio discografico

Punteggio 93%

Ci sono progetti che spesso partono da lontano, iniziano, prendono forma, imboccano una strada, poi all’improvviso cambiano direzione e sbocciano definitivamente: è quello che è accaduto agli Afu, la band torinese che vi presentiamo oggi. Gli Afu sono nati nel 2004 e, dopo un percorso segnato dalla ricerca di un sound più evoluto e dall’immancabile cambio di formazione, sono giunti a una maturazione artistica sperimentata in numerosi concerti in giro per il Piemonte e oggi consacrata dal loro primo disco, “Great Weather No Crowds”, uscito a luglio scorso con l’etichetta Seahorse Recordings.

Dieci tracce dall’impronta alternative rock, per un album che unisce grunge a sonorità più acustiche e moderne, come ci ha detto Andrea Quaglino, chitarrista del gruppo, nel corso di “The Independence Play” sulla nostra radio.

Il risultato è un ottimo disco, dove non manca nulla: c’è la voce, ci sono cambi di registro interessanti e una certa potenza strumentale. Gli Afu hanno carattere, tecnica e sono cattivi. Ma in positivo. Il tempo è buono ma non ci sono folle, c’è poca gente: questa è la traduzione del titolo, quasi a dire che il mondo potrebbe essere migliore, se l’elemento umano fosse migliore. I testi sono essenziali, le atmosfere sono intime, a tratti molto cupe, ti ci puoi perdere ma senti sempre che in qualche modo è possibile dare spazio a una speranza.

In tutte le dieci tracce, i nostri musicisti sanno graffiare e raccogliersi in una lacrima. Tra queste alcune sono particolarmente significative, perché esprimono al meglio la musica di questa band. Peaceful, ad esempio, esplode in un urlo pieno e rancoroso che ci fa sentire gli Afu vividi e pieni. Ed è così che li preferiamo.

Basta poi un assolo all’inizio di Ballad for the sun per cambiare il ritmo e riportarci ad una armonia inaspettata. Tubero (the tale of how 365 days made a devolution), invece, risulta straziante nella sua complessa quiete.  Mayan veil è il brano che convince di più, perché è accattivante e potente, ma anche dolce e rievocativa di gruppi rock storici come i Queens of the stone age o i Bush.

Questo album va ascoltato e assaporato preparandosi a improvvisi cambi di direzione, che riflettono anche la storia e l’evoluzione degli Afu. Questi bravi musicisti torinesi non hanno mai sbavature, né inciampano mai in banalità o trame scontate e sanno affrontare con maestria i vari stili, senza mai perdersi, passando dal garage, al crossover, al grunge. Sono bravi gli Afu e sono sicuramente da vedere dal vivo. Perché tanta potenza non può che colpire e farti saltare!

FrankaZappa -ilmegafono.org

La copertina del disco “Great Weather No Crowds”

Pillola

93%

In breve “Great Weather No Crowds” è un album di dieci tracce dall’impronta alternative rock, che uniscono grunge a sonorità più acustiche e moderne. Il risultato è un ottimo disco, dove non manca nulla: c’è la voce, ci sono cambi di registro interessanti e una certa potenza strumentale. Gli Afu hanno carattere, tecnica e sono cattivi.

Grunge
92%
Potenza musicale
94%
Vocalità
94%

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vignetta della Settimana

Musica Video

Loading...

Tweet Recenti