Siamo in Sicilia, in provincia di Enna, a circa 900 metri sul livello del mare. Qui, tra i monti Nebrodi e a pochi passi dal paese di Cerami, scorre l’omonimo fiume, affluente del Salso Cimarosa. Il fiume Cerami è scavalcato dal cosiddetto Ponte Vecchio, conosciuto anche col nome di “Ponte di Cicerone” (pare infatti che sia stato citato dal celebre oratore). Il ponte romano fu probabilmente sostituito in epoca arabo normanna con il ponte visibile oggi: un bell’esempio di arcata unica a sesto acuto con profilo stradale a schiena d’asino.

Questa rara opera di architettura medievale, purtroppo minaccia tristemente di crollare.

Ne veniamo a conoscenza da un post Facebook del professor Paolo Giansiracusa, che riportiamo di seguito:

“PONTE DI CERAMI. Ardita opera dell’età normanna. Da oltre due anni ha una fiancata diruta. Il rischio è notevole: si potrebbe perdere il bene! Comune, Soprintendenza, Regione…cosa ne pensano? Poiché ho grande interesse per la conservazione e il restauro di quest’opera straordinaria, le cui sponde con un ponte più antico ricordano il passaggio di Cicerone, metto a disposizione una prima somma di 500 euro. Attendo indicazioni”.

Per comprendere meglio la vicenda abbiamo contattato proprio il professor Giansiracusa che ci ha gentilmente concesso una breve intervista e che ringraziamo per la squisita disponibilità.

Professore, come mai ha sentito la necessità di pubblicare questo appello?

Chi mi conosce sa che mi occupo di beni culturali a 360 gradi e, pur vivendo tra Catania e Siracusa, non mi lascio sfuggire le emergenze del resto dell’isola. Il caso del Ponte di Cerami segue l’interessamento per le mensole seicentesche di Pietraperzia, la maiolica robbiana di Militello in Val di Catania, la Fontana del Cherubino di Santa Maria di Licodia, la Chiesa Madre di Lentini, i Crocifissi di Frate Umile dell’area nebroderse e madonita e così via. Guardo, per scelta, verso la direzione che le istituzioni pubbliche non frequentano per indifferenza, dimenticanza e spesso per tanta, tantissima ignoranza. L’interessamento per la salvaguardia e la ristrutturazione del Ponte di Cerami rappresenta l’ennesimo appello rivolto alla Regione e alla Soprintendenza di Enna affinché facciano il proprio dovere, coinvolgendo il Comune e la popolazione locale.

Chi dovrebbe intervenire?

L’ente proprietario è il Demanio delle Regie Trazzere, che fa sapere di non avere un euro da destinare a questi interventi. L’unico ente che può intervenire con la somma urgenza è la soprintendenza. Purtroppo i beni della Sicilia interna, più del patrimonio storico-artistico delle città costiere, sperimentano l’abbandono funzionale e le carenze di carattere conservativo, con le conseguenze che si possono immaginare. Per una salvaguardia corretta e scrupolosa occorrerebbe eliminare le elefantiache e inutili soprintendenze, sostituendole con uffici locali appositamente orientati alla ricognizione, all’analisi e al restauro.

A quanto ammonterebbe il restauro dell’opera?

Il restauro del Ponte di Cerami va inquadrato in due fasi operative di diversa consistenza. Un primo intervento dovrebbe riguardare le riparazioni più urgenti, come ad esempio quella del muro crollato e della stradella aperta da un’ampia voragine. Il secondo intervento, quello più delicato, dovrebbe riguardare le questioni strutturali dell’imponente arcata medievale. Da una attenta osservazione si evince che nell’intradosso dell’arco compaiono ampie fessurazioni tendenti ad allargarsi. Ciò è segno di un degrado strutturale che va immediatamente bloccato e ricomposto per garantire all’ardita struttura di rimanere in piedi.

A cosa sono dovuti questi danni?

I danni evidenti sono stati causati purtroppo dalla mancata manutenzione e dal disinteresse assoluto delle istituzioni pubbliche. Solo il Comune, purtroppo senza risorse, si è mosso per chiedere aiuto, ma allo stato attuale le risposte non sono giunte, da nessun fronte. È per tale ragione che ho coinvolto tutti gli amici della rete per inviare un segnale di pericolo. E allora le risposte sono giunte. Amministratori locali, associazioni, esperti, professionisti, semplici cittadini si sono messi a disposizione, ciascuno con le proprie risorse e le proprie competenze. Sono stati offerti progetti, rilievi metrici, prestazioni operative gratuite. È stata lanciata persino una petizione per raccogliere dei fondi, col comune di Cerami capofila. I siciliani hanno risposto prontamente all’appello. Per interessamento diretto del Sindaco di Troina, Prof. Sebastiano Fabio Venezia (che è uno storico e cultore d’arte e ha sentito la necessità di intervenire), la Soprintendenza di Enna, pochi giorni fa, ha inviato una richiesta di somma urgenza alla Regione, nella quale si chiede un primo finanziamento di 30.000 euro per scongiurare il pericolo di crollo. In questi giorni sapremo cosa farà la Regione, che al momento non risponde. Penso che se il ponte portasse voti adesso sarebbe rivestito in lamina d’oro.

Come possono i nostri lettori dare il loro contributo e sostenere questa causa?

I lettori possono contattare l’Ufficio Ragioneria del Comune di Cerami presso il quale è stato istituito un apposito fondo destinato al restauro del ponte. Per l’intervento immediato, quello riguardante la messa in sicurezza, stimo che siano necessari ventimila euro. Per l’intervento di risanamento statico, ipotizzo che ci voglia molto di più. Certamente si superano, nel complesso, i centocinquantamila euro. Lo sforzo però va compiuto, per l’importanza del manufatto, per il suo valore storico, per la testimonianza del sistema costruttivo normanno. Nel nostro tempo, accanto al ponte è sorta una stradaccia camionale, orribile, impattante. Se nel fare quell’orrore avessero previsto una piccola quota per il nostro gioiello degli inizi del XII secolo, certamente oggi potremmo stare più sereni. E invece no, il ponte da un momento all’altro potrebbe crollare per l’obsolescenza naturale ma prima di tutto per l’incapacità umana di tutelare i segni più significativi della storia.

Angelo De Grande -ilmegafono.org