È uscito oggi “Art Cafè”, il nuovo album di Lorenzo Dipas, pseudonimo di Lorenzo Di Pasquale, artista teramano che continua a raccontare con autenticità le storie di vita che lo circondano. “Art Cafè”, pubblicato con l’etichetta ALTI Records e distribuito da Believe, è infatti più di un disco, è un manifesto dedicato alla città che ha cresciuto e forgiato Lorenzo, tra amori, dolori e un quotidiano in cui trova anche spazio qualche sfumatura di malinconia. Il titolo, che si ispira al suo bar di fiducia (che si trova a L’Aquila), è un chiaro omaggio a un luogo d’incontro abituale, un luogo divenuto anche uno spazio dell’anima. La provincia diventa così una scena noir anni ‘70, popolata da personaggi folkloristici, che si muovono tra ombre e luci soffuse. Le vite che racconta Dipas sono intrecciate con sogni che sembrano sospesi tra realtà e fantasia, creando un’atmosfera onirica che colpisce per la sua essenza emotiva.

Il disco è un concentrato pulsante di musica che si sofferma su chi vive ai margini: il cantautore disilluso, l’aspirante attore, il barman che osserva tutto dalla sua postazione privilegiata, addirittura i gatti parlanti che sembrano farsi portavoce di riflessioni inattese. Ogni personaggio è tratteggiato con una delicatezza quasi letteraria e dà vita a un mosaico di storie che parlano di fallimenti, speranze e di quel sottile disincanto che si respira nelle tipiche notti di provincia.

Da un punto di vista più prettamente musicale, Lorenzo Dipas costruisce le sonorità dell’album in modo da rispecchiare perfettamente l’atmosfera evocata: a dominare è un cantautorato intimo e libero, che tende all’indie, unito in maniera molto equilibrata ad altre componenti pop e folk che ricoprono allo stesso tempo i ruoli di comprimari e di elementi necessari a rompere un po’ gli schemi e la linearità delle tracce.

Ciò che colpisce di questo lavoro è l’abilità con la quale Dipas (che abbiamo ospitato nell’ultima puntata della nostra trasmissione radiofonica “The Independence Play”) riesce a far emergere le caratteristiche proprie delle storie di provincia. Alla fine, non si tratta solo di una celebrazione della sua Teramo o de L’Aquila, ma di un ritratto in cui chiunque può riconoscersi, indipendentemente dalla propria posizione e provenienza geografica. Un album che ci ha convinto, sia a livello di concept che di musica.

Manuele Foti -ilmegafono.org

La copertina dell’album “Art Cafè”