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Sperimentazioni, rock e nuovi scenari: il nuovo convincente album dei Leptons

Punteggio 93%

Per chi è affascinato dal mondo della fisica microscopica, la parola Leptons non può essere solo un’astrazione fantasiosa con la quale Lorenzo Monni ha dato un nome al suo ormai consolidato e riuscito progetto musicale. Questo termine infatti si traduce in italiano come “leptoni” (che a sua volta deriva dal greco “leggero”), che in fisica teorica si riferisce ad una categoria di particelle elementari che costituiscono la materia. Per piacevole coincidenza o per condizionamento inconscio, la leggerezza è una delle caratteristiche che prima di tutte abbiamo percepito ascoltando le tracce dei Leptons e del loro terzo e ultimo album, in uscita proprio oggi e intitolato “La ricerca della quiete”. Una leggerezza che si traduce non in assenza di peso, bensì in uno stato mentale attraverso il quale poter produrre un tipo di musica originale, contemporaneamente slegata da tutto e legata a tutto.

Lungo le nove tracce che compongono “La ricerca della quiete”, i Leptons investono l’ascoltatore con un rock d’avanguardia e futuristico, pronto a sperimentare plasmando armonie e melodie originali e a disegnare nuovi modelli acustici. Un rock che mischia al suo interno una grande varietà di suoni, dentro i quali la linearità sonora e vocale non è un dogma assoluto. Sperimentare a livello musicale come fanno i Leptons vuol dire osare, mettere in discussione, essere pronti ad un cambio di prospettiva per ricercare qualcosa di diverso e fuori da schemi preconfezionati, incuranti dei timpani distratti e in attesa di quelli un po’ più attenti: questi non sono altro che i canoni del cambiamento e del progresso, i concetti che consentono l’evoluzione musicale e che aumentano gli scenari possibili.

Tornando alla musica di “La ricerca della quiete”, va detto che, seppur la varietà sonora sia notevole, volendo fare un riassunto, sono evidenti le propensioni verso folk e funk. Intorno ad una base minimalista, che spesso si manifesta per tramite di un riff o un arpeggio di chitarra, si aggirano sapientemente sfumature che si collocano tra lo psichedelico e l’elettronico, in un’alternanza di ritmi che conferiscono alla produzione anche una venatura progressive, creando così quell’atmosfera originale, insolita ed interessante a cui accennavamo in precedenza.

I Leptons (che abbiamo avuto il piacere di ospitare nell’ultima puntata della nostra trasmissione radiofonica “The Independence Play”) hanno prodotto un album davvero valido ed interessante sotto l’aspetto musicale, ma anche in termini di contenuti. “La ricerca della quiete” ha infatti come obiettivo quello di sensibilizzare chi lo ascolta su quello che è probabilmente è il più grande problema dei nostri tempi, ovvero quello dei cambiamenti climatici.

Manuele Foti -ilmegafono.org

La copertina dell’album “La ricerca della quiete”

 

Pillola

93%

In breve Lungo le nove tracce che compongono “La ricerca della quiete”, i Leptons investono l’ascoltatore con un rock d’avanguardia e futuristico, pronto a sperimentare plasmando armonie e melodie originali e a disegnare nuovi modelli acustici. Un rock che mischia al suo interno una grande varietà di suoni, dentro i quali la linearità sonora e vocale non è un dogma assoluto.

Avant-rock
96%
Melodie ed arrangiamenti
94%
Testi e contenuti
91%

Autore

Manuele Foti

Laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, diplomato in pianoforte presso il Conservatorio "F.Cilea" di Reggio Calabria, ho studiato chitarra elettrica per molti anni e sono un aspirante compositore. Mi piace etichettarmi musicalmente come un punto di convergenza tra sacro e profano, alla continua ricerca di nuove espressioni sonore all'interno di qualsiasi genere musicale. Redattore al servizio della musica (e non solo) dalla provincia di Reggio Calabria, "a caccia" di talenti emergenti della scena italiana e internazionale.

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