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Trezzano sul Naviglio dice no alla ‘ndrangheta

Trezzano sul Naviglio dice no alla ‘ndrangheta

A Trezzano sul Naviglio, comune a sud-ovest di Milano, il sindaco Fabio Bottero, insieme al presidente dell’Anci, Roberto Scanagatti, ha dato il via ad una iniziativa contro le cosche mafiose presenti sul territorio. L’iniziativa, nata dalla collaborazione con il noto massmediologo Klaus Davi, dal titolo “100 comuni contro le mafie”, prevede l’affissione di alcuni cartelli con frasi chiaramente contro la ’ndrangheta e i clan che da anni spadroneggiano nella zona tra Trezzano, Buccinasco e Corsico. “Comune vietato alla ’ndrangheta” e “Qui le cosche mafiose non sono benvenute” sono le frasi che spiccano sui cartelli.

Il sindaco Bottero, in occasione dell’inaugurazione di tale campagna di sensibilizzazione nei confronti di un tema così caldo, ha affermato che “Trezzano vuole liberarsi dalle cosche” una volta per tutte e che la “città ospita alcune aziende assolutamente eccellenti a livello internazionale” ma, nonostante “il tessuto sociale” sia sano, “non si riesce a rimuovere il problema”. E probabilmente non ci riusciranno nemmeno i cartelli (tra l’altro si tratta di una fase di sperimentazione, poiché il codice stradale ne impedisce la presenza), ma è forte la convinzione da parte dei sostenitori dell’iniziativa che bisogna muoversi e far qualcosa, in qualsiasi modo, anche se il valore è soprattutto simbolico.

Proprio il sindaco, inoltre, è da tempo nel mirino della criminalità organizzata. Nel mese di marzo, infatti, egli avrebbe ricevuto una lettera nella quale “qualcuno” si diceva infastidito dal giro di vite imposto dallo stesso. Bottero, in effetti, da quando è in carica, ha tentato di portare un po’ di legalità in un comune che, solo 2 anni, fa è stato investito da uno scandalo notevole, con 8 persone (tra cui vigili e assessori) arrestate per corruzione.

Insomma, è chiaro a tutti quanto sia improbabile che i cartelli impediscano alle cosche di proliferare ed espandersi. Ad ogni modo, il tentativo legittimo e notevole del primo cittadino di sensibilizzare i propri elettori e di farsi partecipe attivo di una battaglia così difficile non deve passare in secondo piano. Anzi,  tutti i comuni (e non solo 100) dovrebbero aderire con convinzione a campagne del genere.

Certo, la lotta alla criminalità deve basarsi su qualcosa di più sostanzioso ed efficace, accompagnando atti concreti a gesti dal valore simbolico, questo è fuor di dubbio. La speranza, però, è che iniziative come questa non vengano mai a mancare, poiché è con una società più attenta, informata e volta al giusto che il miraggio della vittoria sulla mafia potrà trasformarsi in una sana e bellissima realtà.

Giovambattista Dato -ilmegafono.org

Autore

Giovanni Dato

Nato a Catania, sono laureato in Lingue e Letterature Straniere e vivo a Londra dal 2014. Batterista, amante della musica e di ogni altra forma d'arte, mi occupo di Legalità dal 2008, passione che è nata e cresciuta dagli insegnamenti di grandi uomini come Falcone e Borsellino.

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