Alla fine ha vinto Trump. Proviamo allora a mettere un po’ di ordine nel bailamme del post elezioni. Due cose vanno messe in chiaro: la democrazia non è perfetta ma al momento resta la migliore soluzione percorribile; prima di tirare le somme vediamo le azioni ma anche un po’ di dati. E allora iniziamo considerando i dati delle ultime tre presidenziali negli Stati Uniti. John McCain 2008: 59.948.323 voti; Barack Obama 2008: 69.498.516 voti; Mitt Romney 2012: 60.933.504 voti; Barack Obama 2012: 65.915.795 voti; Donald Trump 2016: 60.126.238 voti; Hillary Clinton 2016: 60.571.914 voti (fonte wikipedia). Trump, dunque, ha vinto con meno voti assoluti di quelli di Obama nelle sue due elezioni.

Ha preso anche di Mitt Romney, secondo sfidante di Obama nella corsa alla Casa Bianca, che pure perse alla grande contro il presidente eletto. In termini di voti assoluti, inoltre, Trump avrebbe anche perso con Hillary, ma vince per il sistema elettorale americano (che nessuno, se ascoltate, contesta) che difende il principio federale dello Stato per cui si assegna più peso ai cosiddetti grandi elettori (tema interessante come spunto, se pensate al nostro caso e al mantra del “chi prende un voto di più deve vincere”).

Questi invece sono i dati più dettagliati degli exit polls (fonte New York Times). L’America di Trump che ne risulta è quella di un elettorato tendenzialmente non più giovane, tendenzialmente meno istruito, tendenzialmente rurale. Trump vince con i suoi voti e con quelli degli indecisi, ma convincendo più dell’avversaria il proprio elettorato “storico”.

Ha vinto inoltre tra chi ritiene che il principale problema del prossimo futuro sia costituito da immigrazione e terrorismo (con buona pace dei discorsi che ci facciamo sulle armi). Dobbiamo anche dire, per quanto faccia abbastanza schifo nel 2016 ritenere rilevante che un dato significativo sia il voto di un nero o di un bianco, che il voto black è nettamente e praticamente ovunque a favore di Clinton (dati della BBC). Inoltre, sempre secondo la BBC, Trump ha stravinto 7 volte su 10 tra gli elettori non laureati bianchi.

Forse allora è ora di smettere di fare i soloni, i cittadini educati e istruiti e condannare il contado alla sua esistenza, dimenticandoselo relegato nelle sterminate pianure padane o del Nebraska. Certa sinistra e ormai forse anche certi moderati hanno smesso di saper dare risposte nette agli indecisi che si spostano agli estremi. E il problema è che l’unico estremo facilmente credibile, purtroppo e soprattutto per certa parte di popolo, appare a destra. Ai posteri, in questo caso, va l’ardua sentenza. Insieme alla patata bollente con il ciuffo.

Penna Bianca -ilmegafono.org