Ancora un caso di corruzione coinvolge la Campania e, per la precisione, Napoli. Questa volta, a finire nell’occhio del ciclone sono l’azienda ospedaliera e la società Kuadra, con sede a Roma, Genova e Napoli, famosa per le pulizie negli ospedali. Secondo il tribunale campano, i dipendenti dell’ospedale in questione avrebbero favorito la suddetta società permettendo che la stessa vincesse i bandi per i servizi di pulizia. La società, inoltre, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto all’interno numerosi esponenti del clan dei Lo Russo e ciò potrebbe significare l’ennesimo connubio tra camorra e imprenditoria.

Secondo quanto riportano le agenzie, le accuse rivolte alle persone indagate (tra cui presunti affiliati, dipendenti dell’ospedale e consulenti della società Kuadra) sono di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, turbata libertà degli incanti, estorsione. Accuse molto pesanti, queste, che si vanno a sommare a ben 12 arresti eseguiti dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Secondo l’inchiesta del pm Henry Woodcock, alcuni dipendenti della Kuadra, molto vicini al clan dei Lo Russo, non avrebbero prestato alcuna attività lavorativa; eppure, nonostante ciò, il potere del clan avrebbe fatto in modo che gli stessi riscuotessero fino a 40 mila euro al mese. Tutto ciò, ovviamente, dimostrerebbe la forza dell’intimidazione che un clan mafioso può avere nei confronti di chiunque cerchi di contrapporsi.
Insomma, un caso di corruzione che, se confermato, sarebbe gravissimo e andrebbe ad aggiungersi a una lista di eventi simili che fanno del nostro Paese una triste terra di conquista.

In una nota dell’inchiesta, infatti, si può leggere come vi fosse una “pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione”.

In attesa che l’inchiesta conduca a un quadro definitivo, gli inquirenti si sono mossi ed hanno realizzato un mandato di sequestro non solo inerente alle quote e al patrimonio della società indagata, ma persino del complesso ospedaliero. Complesso che, nella persona del direttore generale Anna Maria Minucci, si è difeso affermando che la Kuadra non avrebbe mai vinto nessun bando e che per tale ragione sono state attivate “le procedure di sospensione cautelare dal servizio” dei dipendenti indagati, affermando inoltre di ritenersi parte offesa nell’intero caso.

Senza contestare la buonafede della Minucci, in generale risulta difficile pensare che, all’interno dell’ospedale, nessuno si sia accorto di movimenti loschi e di pratiche poco “pulite”; i punti interrogativi rimangono tanti e tutti in attesa di risposte ferme e certe. Perché se è vero che la corruzione è uno dei problemi dilaganti nel nostro Paese, deve essere altrettanto vero che chi sbaglia paghi in misura equivalente al danno subito dalla società civile, dai cittadini onesti. Solo in questo modo, solo con la certezza della pena, riusciremo a combattere seriamente un malcostume terribile che ci attanaglia ormai da troppo tempo.

Giovambattista Dato -ilmegafono.org