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Rapporto Ispra: migliora la qualità dell’aria, ma ancora pochi spazi verdi

Rapporto Ispra: migliora la qualità dell’aria, ma ancora pochi spazi verdi

Respiriamo meglio, ma abbiamo pochi spazi verdi a disposizione. È più o meno questa la sintesi dell’ultimo rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano realizzato dall’Ispra-Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, un’analisi che lascia emergere miglioramenti ma anche tante lacune da colmare. A bilanciare la scarsità di verde pubblico, un ricco patrimonio paesaggistico e di biodiversità, che d’altro canto contrasta anche l’eccessivo rumore delle aree urbane. Le metriche prese in considerazione dall’Ispra sono Popolazione e demografia di impresa, Suolo e territorio, Natura, Rifiuti, Acque, Qualità dell’aria, Trasporti e mobilità, Inquinamento acustico, Azioni e strumenti per la sostenibilità locale e per il clima, i cui dati sono riferiti a 85 aree urbane.

In alcuni casi si verificano ancora violazioni dei livelli di soglia minimi per il rilascio di emissioni nocive: circa trenta aree urbane, infatti, superano il livello di polveri sottili consentito, mentre diciotto tra queste hanno sforato già dall’inizio del 2015.

Le città meno rispettose dei livelli d’allarme sono Milano e il suo agglomerato urbano, Torino, Terni e, a sorpresa, Bolzano. Altro settore preso in considerazione dal report Ispra, in collaborazione con Roma Capitale, è quello della Forestazione Urbana Sostenibile, accanto agli studi sull’inquinamento elettromagnetico che nell’era del boom tecnologico provoca maggiori danni. Il mancato rispetto delle norme ambientali coinvolge anche il settore clinico-sanitario: si calcola un aumento di patologie legate alle vie respiratorie, mentre studi tossicologici ed epidemiologici dimostrano quanto le emissioni siano nocive anche per le attività umane.

La forestazione urbana sostenibile dovrà intervenire consapevolmente sulla creazione di aree e parchi verdi nelle città ed agglomerati urbani, incrementando così anche la biodiversità a ridosso dei centri abitati. Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, invece, si dovrà provvedere alla realizzazione di parcheggi e strade ampie che disperdano il rumore, magari circondati da alberi sempreverdi e latifoglie che assorbano meglio le polveri sottili restituendo ossigeno. Il tutto, inserito nella lista di buoni propositi per l’anno nuovo.

Laura Olivazzi -ilmegafono.org

Autore

Laura 2018

Vivo tra i Millennials con il sogno della Dolce Vita, cresciuta all'ombra del Vesuvio con carta, penna e smartphone sempre a portata di mano. Giornalista, appassionata di media, cultura pop e tante altre cose, scrivo per il Megafono dal 2006.

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