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Racket, a Gela le denunce mettono in ginocchio i clan

Racket, a Gela le denunce mettono in ginocchio i clan

La polizia di Caltanissetta, in collaborazione con il commissariato di Gela, ha eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcuni componenti della criminalità organizzata nissena e gelese. Nello specifico, le ordinanze hanno inflitto un colpo potentissimo alle due famiglie Rinzivillo ed Emmanuello, le quali, secondo le ultime indagini, sarebbero giunte a un accordo che le ha portate ai vertici di Cosa nostra nel corso di questi anni. Le accuse per i 22 arrestati sono di associazione mafiosa, aggravata dall’uso di armi e finalizzata al traffico di stupefacenti e alle estorsioni.

L’indagine, coordinata dalla Dda di Caltanissetta ed eseguita dalla Squadra mobile, ha posto così fine a un lungo dominio da parte delle due famiglie che, dopo anni di guerra sanguinosa, avevano deciso di collaborare e condividere gli affari. Affari che, a quanto pare, sarebbero stati realizzati anche con altri clan della Stidda.

L’inchiesta, nominata Redivivi, è iniziata nel 2014 e gran parte del merito per l’eccellente risultato ottenuto in questi giorni va sicuramente a quei coraggiosi imprenditori che hanno deciso di dire basta al racket e di denunciare i propri strozzini. Secondo quanto riportato dagli inquirenti, infatti, i clan criminali avrebbero costretto i commercianti del luogo ad affidarsi a delle aziende “amiche” per il recupero della plastica e del ferro dalle serre agricole del posto, distruggendo così le attività già presenti. Gli stessi clan, inoltre, avrebbero persino imposto il servizio della guardiania, costringendo così gli imprenditori ad arruolare diversi elementi delle famiglie al fine di proteggere i propri terreni.

Per fortuna, però, ancora una volta, grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine e al coraggio di alcune persone stanche di subire, la giustizia ha tagliato le gambe a un mandamento mafioso molto pericoloso nella provincia nissena.

Il capo della polizia, Alessandro Pansa, ha espresso tutto il proprio compiacimento per questa operazione, poiché è grazie a questo tipo di azioni che “si realizzano importanti riaffermazioni della legalità”, volte a rafforzare e riaffermare “la sicurezza del cittadino”. Il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, ha invece assicurato che offrirà “la massima assistenza” a tutti “gli imprenditori che si ribellano e collaborano per individuare i responsabili delle attività che condizionano la vita delle imprese” giuste e sane.

Gela, dunque, già protagonista in passato di grandi battaglie al racket delle estorsioni, torna a reagire contro la cappa mafiosa e a rialzare la testa, l’unica maniera possibile per liberarsi del potere dei clan. Una bella notizia che speriamo abbia un seguito.

Giovambattista Dato -ilmegafono.org

Autore

Giovanni Dato

Nato a Catania, sono laureato in Lingue e Letterature Straniere e vivo a Londra dal 2014. Batterista, amante della musica e di ogni altra forma d'arte, mi occupo di Legalità dal 2008, passione che è nata e cresciuta dagli insegnamenti di grandi uomini come Falcone e Borsellino.

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