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La svolta metal dei Bachi da Pietra

La svolta metal dei Bachi da Pietra

Con l’album “Necroide”, il sesto della loro carriera, uscito a settembre 2015, i Bachi da Pietra superano i primi dieci anni di attività. Per l’occasione, il duo piemontese, costituito da Giovanni Succi (voce, chitarra e basso) e Bruno Dorella (batteria e percussioni), decide di farsi sentire rompendo il bozzolo e mostrando tutto il proprio potenziale metal in una “danza macabra” lunga undici tracce. Un album nel quale mettono in mostra le loro doti profetiche (come nel testo di Black metal il mio folk) e la loro irriverenza (Slayer & the family stone), in un susseguirsi di sonorità e atmosfere che vanno dal blues al metal, passando per il rock, fino quasi a giungere al black metal.

Geniali e grotteschi, ci accompagnano in un incubo che somiglia sempre più alla realtà, giocando spesso con i luoghi comuni del metal, con una qualità musicale che conquista ed è capace, già dal primo ascolto, di generare dipendenza. A colpire inoltre è la capacità dei Bachi da Pietra di far dimenticare all’ascoltatore di avere a che fare con un duo: i loro brani sembrano, infatti, suonati da quattro e più componenti, a testimonianza della bravura eccelsa di Dorella (vero genio delle percussioni) e Succi (il quale possiede anche una voce capace di cambiare registro con una facilità impressionante).

“Necroide” è un album sicuramente riuscito che permette al duo piemontese di reinventarsi nuovamente, senza mai deludere o annoiare chi li segue e apprezza. Se siete cresciuti a pane e metal, con gruppi del calibro di Slayer, Motörhead, Pantera e simili, ascoltate questo disco: annullerete in undici tracce il tempo trascorso e ritroverete il vostro spirito metal, pieno di riff violenti, chitarre incazzate e voce potente.

Se poi ne avrete voglia, in questo periodo, potrete vedere live i Bachi da Pietra in una delle tappe del loro tour che toccherà anche Milano (il 26 novembre, al Biko). Pronti a pogare?

FrankaZappa –ilmegafono.org

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

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