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A morte tutti. Compresi voi.

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A morte tutti gli islamici perché sono tutti terroristi, anche quando sono vittime del terrorismo o lo combattono.
A morte tutti i siciliani perché sono tutti mafiosi, anche quando sono i primi a combattere la mafia e anche quando sono morti a centinaia per sconfiggerla.
A morte tutti i napoletani, perché sono tutti camorristi, anche quando sono i primi a combattere la camorra e sono morti per sconfiggerla.
A morte tutti i calabresi, perché sono tutti ‘ndranghetisti, anche quando sono i primi a combattere la ‘ndrangheta e sono morti per sconfiggerla.
A morte tutti gli americani, perché sono tutti filoimperialisti e stronzi, anche quando sfilavano contro la guerra in Vietnam, lottavano per i diritti umani o davano vita alla rivoluzione del ’58, che anticipava il nostro ’68.
A morte tutti i palestinesi, perché sono tutti assassini e terroristi, anche quando dimostrano pacificamente e resistono al richiamo della violenza.
A morte tutti gli israeliani e gli ebrei, perché sono tutti come Netanyahu anche quelli che manifestavano contro l’uccisione di Rabin e sfilavano per la pace.
A morte tutti i preti del mondo perché sono tutti pedofili, anche quelli che non lo sono mai stati e che passano la vita tra i poveri a fare quello che i governi non fanno, ossia difendere la dignità delle persone.
A morte tutti i lombardi, i veneti, i piemontesi, i liguri, i trentini e tutti i popoli del nord Italia, perché sono tutti leghisti e razzisti, anche quelli che scendono in piazza contro la Lega e si battono contro il razzismo.
A morte i rom, i sinti e le tante altre etnie del mondo zingaro, perché sono tutti ladri e delinquenti, anche quelli che non hanno rubato mai e che rimangono pacifici nonostante l’esclusione a cui sono condannati.
A morte tutti i rifugiati perché ovviamente sono terroristi infiltrati pronti a colpire, anche se in realtà fuggono proprio dalla violenza e dall’orrore del terrorismo e delle (“nostre”) guerre e attraversano il mare, stremati, spaventati, disperati e senza la certezza di arrivare.
A morte tutti i miei amici, rifugiati, musulmani, preti, antimafiosi, rom, antirazzisti, milanesi, torinesi, genovesi, israeliani, ebrei, palestinesi, americani, e a morte pure me, che sto con tutti loro e gli sono sinceramente amico.

Come ucciderli e ucciderci tutti? Con la bomba atomica, con i bombardamenti, con le armi, i coltelli, bruciandoli al rogo, a mani nude, in qualsiasi modo, tanto di idee simili, a quanto leggo in queste ore sulle bacheche dei social di questo Paese ignobile, ne avete tante. Peccato però che così, forse, dovrete delegare gli animali o gli alieni a compiere l’eccidio, perché per via del vostro odio non rimarrà nessuno di noi. Nemmeno voi. Già, nemmeno voi.

Pennivendoli, politici da strapazzo, frustrati, ignoranti, belve, assassini da tastiera, fascisti, nazisti esattamente come l’Is e chi lo arma. Parlate a vanvera, fomentate odio, paura, fate esattamente il gioco di chi entra nei teatri o nei ristoranti e spara a chiunque, proprio perché ragiona come voi. Esattamente come voi.

Lo schifo che provo per chi scrive certe cose, in pubblico, in privato, nei giornali, nei social, o che le urla per strada, nelle piazze, nei bar, è enorme, immenso.

L’unica cosa di cui sono felice è che siate davvero pochi tra i miei contatti. E quei pochi li mando via senza nemmeno salutare.

Massimiliano Perna

Autore

Il randagio

Un blog per riflettere criticamente sull'attualità, sulla vita e sulle tante ingiustizie contro cui siamo chiamati a combattere e a non girarci dall'altra parte. Il punto di vista di un "randagio" dell'informazione, uno che ritiene che scrivere non è solo raccontare dei fatti, ma anche prendere posizione quando quei fatti sono palesemente disumani o ingiusti.

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