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The Smuggler Brothers, musica da Oscar

The Smuggler Brothers, musica da Oscar

Siete pronti a diventare protagonisti delle più celebri pellicole degli anni ’70-’80? Grazie ai The Smuggler Brothers e al loro omonimo album appena uscito (per l’etichetta Tone Deaf Records) sarà possibile in qualsiasi momento. Basterà premere “play” e far scorrere le loro tracce, per ritrovarvi a bordo di un’Alfa della polizia lanciata all’inseguimento di una banda di criminali, oppure nei panni di una spia in una imprevedibile luna di miele o, ancora, in compagnia di un gruppo di “soliti ignoti” a progettare il vostro “audace colpo”.  È proprio l’amore per i grandi maestri delle colonne sonore del cinema (Umiliani, Micalizzi, Piccioni, Morricone, fratelli De Angelis, Cipriani, Frizzi e così via) ad avere ispirato questo lavoro e ad aver fatto incontrare i musicisti che compongono questo gruppo nato a Palermo nel 2011.

I The Smuggler Brothers, infatti, pur provenendo da generi musicali a volte molto diversi, come punk, psych folk, hardcore/metal, ska, surf o jazz, sono accomunati dalla passione per l’old school funk, il soul-jazz di scuola Byrdiana, la cosiddetta spy music, il rock progressivo. Questo gruppo propone una musica non comune nel panorama artistico italiano e sviluppata con particolare attenzione al dettaglio, in una continua e irresistibile esplosione di fiati, tastiere e chitarre indiavolate.

Le 15 tracce, tutte strumentali, oltre a dare la giusta scossa, si divertono a sollecitare immagini di intramontabili cult-movie che hanno attraversato più di un’epoca. Quando tanta maestria si mescola, partendo dalla diversità delle esperienze unite dall’identico amore per la musica, le parole diventano superflue e, anzi, la loro assenza stimola ancor più la fantasia e l’immaginazione. L’unica frase che si sente pronunciare in tutto l’album è contenuta nella canzone Chi è chi?, dove, dentro a un ritmo da pedinamento al cardiopalma, il quesito finisce per rendere la situazione più misteriosa e adrenalinica.

Insomma, The Smuggler Brothers ci hanno proprio convinto e conquistato, meritandosi i complimenti per l’eccelsa qualità della loro arte e l’augurio di trovare un regista che dia immagini e trama alla loro musica, facendoli entrare nello stesso mondo di quei grandi maestri delle colonne sonore a cui si ispirano. Da ascoltare assolutamente!

FrankaZappa –ilmegafono.org

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

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