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Sharazad, rock intimista dalla forte carica emotiva

Sharazad, rock intimista dalla forte carica emotiva

È uscito pochi giorni fa l’Ep di esordio di una band nata e cresciuta nella provincia milanese: parliamo degli Sharazad e del loro primo omonimo disco, pubblicato con la Lady Blue Records e disponibile in tutti i principali digital store. “Sharazad” è composto da quattro tracce, attraversate da un rock psichedelico e alternativo che ti ubriaca di echi e sensazioni e ti mette in faccia un caleidoscopio con il quale reinventare sonorità che, in qualche modo, ti rassicurano, perché hanno un sapore conosciuto.

Brani dalla forte carica emotiva, suggerita da melodie segnate da strati di loop, sintetizzatori, beat elettronici minimi ed esperimenti di vario tipo. Il male che fa, singolo che fa da prologo all’Ep, inizia con un sound dal timbro intimo e profondo che avvolge chi ascolta, per poi accendersi d’improvviso con un impeto rock che è liberatorio e quasi terapeutico. Nella costruzione sonora del pezzo non è difficile rintracciare l’influenza del miglior Vasco.

Dinamiche, invece, ha un’atmosfera più giocosa, seppur mantenendo l’intensità tipica degli Sharazad, e la sua musica si muove tra alti e bassi che ti cullano come onde. Nel brano Agosto, gli Sharazad diventano carezzevoli e rassicuranti e spazzano via la solitudine. Arvo, traccia totalmente strumentale che chiude il disco, è ipnotica e psichedelica e riporta alle sensazioni nitide e fortissime di “Kid A” dei Radiohead. Il segreto, qui, è lasciarsi trasportare nel viaggio, cogliendo attimo dopo attimo le differenze, le increspature, i sussurri musicali.

Sharazad è un buon Ep, piacevole da ascoltare, ideale colonna sonora per scandire l’inizio di autunno, grazie alle sonorità che sembrano impastate con i colori intensi della stagione e con la nebbia e i suoi scenari intimi e rarefatti, intrisi di romantica malinconia. Affidatevi alla loro musica e lasciate che vi faccia compagnia.

FrankaZappa –ilmegafono.org

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

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