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I musei italiani, scrigni nella melma

I musei italiani, scrigni nella melma

C’era una volta un luogo bellissimo e pieno di tesori conservati in enormi scrigni chiamati musei. Sembrava strano ai suoi abitanti che questo luogo non riuscisse a guadagnare mostrando i propri tesori a chi ne aveva la curiosità. Eppure i curiosi disposti a pagare per vederli erano molti! Erano molti anche coloro i quali li custodivano gelosamente, forse troppi. Quando si entrava in uno di questi posti, infatti, vedevi lavorare una persona su cinque e nessuno se ne preoccupava, anzi, era sempre andata così.

Ma come mai, vi chiederete, tra i custodi di questi tesori ci sono alcuni che non se ne occupano? Sfortunatamente, in questo posto bellissimo la gente non era altrettanto bella e i musei e i luoghi del lavoro pubblico in generale, erano usati dai politici per restituire favori a chi aveva portato voti e consensi. Chiaramente, se riempi uno scrigno pieno di tesori di persone incompetenti e intoccabili, allora lo scrigno comincia a rovinarsi, a puzzare e quelli che erano curiosi di visitare questo luogo pieno di tesori lo frequentano sempre meno perché delusi dalla loro gestione.

Inoltre, i curiosi trovavano spesso le porte  chiuse. La sera, i giorni di festa, la domenica, che sono gli unici momenti in cui il cittadino medio non lavora, questi posti sono chiusi. E ci si chiede allora per chi li teniamo aperti? Solo per i turisti? E i cittadini? Loro sono in parte proprietari di queste bellezze e hanno il diritto di vederle, possibilmente gratis!

Bisognava fare qualcosa. Ma cosa? E chi si sarebbe preso la briga di sciogliere un nodo tanto intrecciato? Un bel giorno arrivò un mago molto importante e decise di fare qualcosa. Il mago si rese conto subito di  non poter andare in fondo alla questione, ma fece lo stesso molto rumore con un’operazione che possiamo definire di propaganda internazionale. Tale operazione si fermò sfortunatamente alla superficie del problema. Egli, infatti, nominò 20 direttori per la gestione dei più preziosi tra questi scrigni e si fece bello davanti alla popolazione e agli altri maghi.

Questi super direttori, nominati dal super mago, provengono da varie nazioni europee gestite da altri maghi molto furbi. Al mago tedesco toccò lo scrigno più importante in assoluto, quello che racchiudeva tutti i tesori del rinascimento italiano, chissà perché… Questi direttori potrebbero azionare un meccanismo produttivo in questi enormi contenitori pieni di bellezza se il loro incarico non fosse solo fittizio. Essi, infatti, sfortunatamente non possono intervenire sull’organico di questi scrigni e quindi dovranno fare i conti con la melma, il limo lasciato dal fiume in piena della politica corrotta degli ultimi 50 anni nella gestione della cosa pubblica.

Questi super direttori guadagnano dei super stipendi (circa 6.000 euro al mese) e son messi lì non per fare ma per mettere a tacere l’assurda situazione secondo la quale l’Italia, paese dal patrimonio più ricco e più bello del mondo, non solo non riesce a guadagnare con i musei e i siti storici ed archeologici ma, addirittura, è in perdita! Senza averli neanche manutenuti o restaurati a dovere.

La morale della favola ricorda vecchi romanzi siciliani di qualche secolo fa. In facciata tutto sembra cambiare per il meglio, ma in realtà tutto resta come era prima, coperto solamente da un nuovo strato di menzogne.

Angelo De Grande -ilmegafono.org

Autore

Angelo De Grande

Sono esperto di architettura rinascimentale in Europa e in particolare ho studiato l'influenza del trattato di Sebastiano Serlio. Lasciato l'ambiente accademico mi dedico alle mie passioni e alla mia famiglia. Amo parlare di arte e provare a farla; carta, tela, foto o video non importa, la passione é la chiave, sempre.

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