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Yes photo! Fotografare (si fa per dire) e tutelare l’arte.

Yes photo! Fotografare (si fa per dire) e tutelare l’arte.

Dopo la Francia e l’Inghilterra, da agosto 2014 anche l’Italia si è adeguata alla politica museale europea permettendo ai visitatori di fotografare le opere d’arte contenute nei musei! Alcune restrizioni resteranno per i flash che spesso possono deteriorare ulteriormente la superficie pittorica di opere già in cattivo stato o di grande pregio.

Si parla di liberalizzazione, ma secondo noi, come è giusto e logico, il costo dei diritti sulle fotografie è già incluso nell’alto costo dei biglietti pagati dal visitatore che potrà finalmente sbizzarrirsi a tentare di fotografare i suoi autori preferiti. Ma non a fini di lucro, solo per condividerle sui social network o per uso privato.

Un’operazione che dà sì all’opera d’arte maggior rilievo mediatico e ne diffonde l’immagine, ma spesso ne falsa i colori o le proporzioni. Quel che non si sa, infatti, se non lo si è già sperimentato, è che fotografare un’opera d’arte in generale e un quadro in particolare, non è cosa facile, poiché il riflesso delle luci sulle vernici rende l’operazione praticamente impossibile.

Ormai viviamo in un’epoca in cui, soprattutto in viaggio, filtriamo le nostre esperienze attraverso le macchine fotografiche degli smartphone che permettono immediatamente di condividere col nostro mondo quel che facciamo. Questo filtro tra noi e la realtà, al museo, sfortunatamente per molti rende le cose meno belle di quelle che sono in realtà e obbligherà paradossalmente molti appassionati a comprare delle cartoline al bookshop del museo, per avere fotografie realizzate da professionisti con le migliori condizioni di illuminazione.

In ogni caso, una foto tutela l’opera perché ne documenta lo status quo. Peccato che non siano state liberalizzate anche le foto di documenti d’archivio, quelli sì che avrebbero dovuto essere tutelati. La maggior parte degli archivi d’Italia, infatti, versa in condizioni pietose, le antiche carte sono attaccate da muffe e micro-organismi dannosi sia per i documenti che per gli studiosi che li consultano. I ministri temono che questi documenti siano fotografati da mani inesperte e quindi rovinati, io invece chiederei che venissero digitalizzati e resi liberamente fruibili sul web. Questa sarebbe una rivoluzione per gli studiosi di storia e di urbanistica.

Detto questo, sfogatevi! Fotografate e fotografatevi e riempite il web di immondizia fotografica! Enjoy!

 Angelo De Grande -ilmegafono.org

Autore

Angelo De Grande

Sono esperto di architettura rinascimentale in Europa e in particolare ho studiato l'influenza del trattato di Sebastiano Serlio. Lasciato l'ambiente accademico mi dedico alle mie passioni e alla mia famiglia. Amo parlare di arte e provare a farla; carta, tela, foto o video non importa, la passione é la chiave, sempre.

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