“Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto»”. (Vangelo secondo Giovanni 20, 11-14)

Ci piace immaginarla in questo contesto la Maddalena.

Chioma rossa, testa reclinata allindietro in segno di disperazione, volto solcato da profonde lacrime, la bocca che sembra emettere un lamento, una spalla nuda che mostra la pelle candida e lucente allinverosimile, le mani giunte in segno di preghiera, una preghiera disperata per la perdita del proprio maestro, e poste sul ventre gravido. Questa donna sembra una Maria Maddalena in procinto di svenire per la scomparsa del corpo di Gesù, a cui aveva dedicato lultima parte della sua esistenza.

Dobbiamo ringraziare Mina Gregori, ex allieva di Longhi e massima esperta di Caravaggio, per aver confermato la paternità di questopera con tanta sicurezza: “Lincarnato del corpo di toni variati – dichiara a Repubblica.it -, lintensità del volto. I polsi forti e le mani di toni lividi con mirabili variazioni di colore e di luce e con lombra che oscura la metà delle dita sono gli aspetti più interessanti e intensi del dipinto. È Caravaggio”. 

Questa Maddalena in estasi appartiene a una facoltosa famiglia europea che ha preferito rimanere anonima per ridurre i rischi di furto.

Questopera, molto copiata nei secoli (ne esistono 8 copie), sembra essere a tutti gli effetti loriginale dipinto da Caravaggio poco prima del suo ritorno e della sua dipartita a Porto Ercole, nel 1610. Forse il suo ultimo dipinto.

Lipotesi è avallata da un bigliettino ritrovato sul retro del dipinto che lascia intendere che lopera doveva partire per Roma ed entrare a far parte delle collezioni Borghese, destinazione che in realtà non ha mai raggiunto. Così recita il biglietto: “Madalena reversa di Caravaggio a Chiaia ivi da servare pel beneficio del Cardinale Borghese di Roma”.

Maddalena “reversa”, non in estasi, anche se probabilmente il Bernini vi si ispirò per l’Estasi di Santa Teresa. Unopera, come tutte quelle autografe di Caravaggio, in cui il movimento e la stasi si ritrovano eternamente equilibrati, cristallizzati, dando un dinamismo allopera che nessuno dei suoi copisti è riuscito a restituire.

“Nunc est bibendum” bisogna festeggiare per il ritrovamento, dopo quattrocento anni, di un tale tassello così importante della pittura seicentesca  e sperare che la futura ricerca di altre opere darte perdute nelle numerose collezioni private dEuropa porti a nuovi e fortunati ritrovamenti.

Angelo De Grande -ilmegafono.org

maddalena

La Maddalena in estasi, Caravaggio