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Mujica e l’unica globalizzazione di cui abbiamo bisogno

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Aveva colpito tutti, qualche tempo fa, con parole essenziali che esprimevano una semplicità incantevole, offrendo il senso più vero della politica, ma anche della vita, in un mondo che corre, brucia, spreca e in cambio ottiene inquietudine, depressione, infelicità.  “Mi chiamano il presidente più povero – ha detto qualche mese fa nel corso di un’intervista alla Bbc – ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso e vogliono sempre di più. È una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c’è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli. E si ha più tempo per sé stessi”.

Se lo dicesse un premier italiano o il nostro presidente della Repubblica, sarebbe sicuramente una penosa manifestazione di ipocrisia, ma se a dirlo è un uomo che dirige il suo Paese da una fattoria, senza acqua corrente, senza auto di lusso o Jacuzzi su cui lasciarsi massaggiare lo stress, con 800 euro di stipendio, allora è pura verità, ma soprattutto è una lezione.

Come quella sui matrimoni tra omosessuali, tema che Mujica ha voluto affrontare con la semplicità di un uomo saggio e libero, lontano dagli ammiccamenti e dalle moine nei confronti dei poteri ecclesiastici. “Le unioni omosessuali – ha detto – sono più vecchie del mondo. Ci sono stati Giulio Cesare o Alessandro Magno. Affermare che il matrimonio gay sia un’invenzione moderna, mi viene da dire per cortesia… Le nozze tra persone dello stesso sesso sono un concetto molto più antico di noi. Esse sono una realtà esistente in modo oggettivo. Non riconoscerle significa torturare le persone senza alcun motivo”. Nulla da eccepire. Tutto vero e detto con parole semplici.

Questa è la vera essenza di un pensiero rivoluzionario (che dovrebbe essere la normalità) che nessuno in Italia sarebbe in grado di attuare. Perché da noi perfino un consigliere comunale o addirittura circoscrizionale pretende una diaria, privilegi, spera in una carriera progressiva, nella quale la politica diventi un lavoro da cui principalmente ricavare qualcosa, ossia denaro e potere.

Mujica ci sta insegnando a cambiare direzione, semplicemente mantenendo l’umanità più essenziale, quella che ci ha portato avanti per secoli, nei quali l’ossessione perversa per il potere era qualcosa riservata ai livelli più alti della società, mentre il popolo continuava a vivere nelle piccole cose, a lavorare e trovare il tempo anche per la famiglia, la vita, i rapporti, i figli, la cultura, il confronto, le idee da contrapporre proprio a quei livelli che si contendevano o gestivano il potere.

Di fronte a questo presidente, a questo grande uomo, non posso far altro che inchinarmi e sperare che il suo messaggio si diffonda ovunque. Perché questa è  l’unica globalizzazione di cui abbiamo bisogno.

Josè Pepe Mujica, presidente dell'Uruguay

Josè Pepe Mujica, presidente dell’Uruguay

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Il randagio

Un blog per riflettere criticamente sull'attualità, sulla vita e sulle tante ingiustizie contro cui siamo chiamati a combattere e a non girarci dall'altra parte. Il punto di vista di un "randagio" dell'informazione, uno che ritiene che scrivere non è solo raccontare dei fatti, ma anche prendere posizione quando quei fatti sono palesemente disumani o ingiusti.

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