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Un abito nuovo per festeggiare: buon compleanno Megafono!

Ricordo ancora il pomeriggio di gennaio nel quale proposi a un gruppo di ragazze e ragazzi della mia città, la realizzazione di uno spazio web dove esprimere le idee oggetto delle nostre discussioni. Ricordo gli sguardi di alcuni di loro, il sì a un progetto nel quale forse non credevano fino in fondo ma che forse valeva un tentativo. Ricordo la gioia provata il giorno della messa on-line del primo numero, l’11 febbraio 2006. Un numero con tanti contenuti, ma graficamente (ad essere onesti) inguardabile, frutto del nostro avventuroso smanettare con un programmino elementare. Poi, il progressivo tirarsi indietro di quel gruppetto di volontari (il tempo libero non è facile da sacrificare e dedicare alla scrittura di articoli o riflessioni) e l’idea di chiuderlo. Ricordo che stavo per farlo, quando due ragazzi, adesso divenuti collaboratori storici e splendidi compagni di avventura, mi chiesero di collaborare, spronandomi a non arrendermi.

Così, cimentandoci con maggiore attenzione sulla grafica, abbiamo vestito di nuovo il sito e siamo andati avanti, per anni, entrando in contatto con tante realtà, cominciando ad essere considerati, arricchendo la quantità di contenuti e aumentando costantemente il numero dei compagni di viaggio. Nel 2010, poi, grazie all’incontro con Armando, un amico e anche un esperto informatico, abbiamo modificato la grafica, dandole una veste meno artigianale, più moderna e sobria. Ormai eravamo divenuti una piccola e onesta realtà del web, che è poi cresciuta ulteriormente togliendosi le sue soddisfazioni.

Oggi, alla vigilia del nostro ottavo compleanno (un traguardo sul quale, probabilmente, nessuno avrebbe scommesso un euro), cambiamo ancora abito, con un salto di qualità ulteriore, sia sul piano grafico che su quello dei contenuti, ancora più ricchi e dinamici. Se le categorie e le rubriche rimangono pressoché identiche, così come l’appuntamento settimanale (con qualche eccezione), il nostro spazio si arricchisce di alcuni elementi innovativi, con la nascita di blog che, ciascuno con la propria specificità di argomento e stile, interagirà con voi indipendentemente dalla cadenza settimanale del Megafono. Dal cinema alla violenza sulle donne, dalle storie di emigranti allo sport, dalle riflessioni sull’attualità alla (s)filosofia agli altri che verranno e che potrete conoscere e leggere strada facendo.

Non solo. Sui post, così come sugli articoli dentro le categorie (che potranno ospitare anche contenuti multimediali), ci sarà la possibilità di commentare, anche se abbiamo appositamente scelto di moderare e filtrare i commenti, perché non vorremmo mai, nemmeno per un minuto, che sul nostro spazio risultassero visibili contenuti offensivi, volgari, sessisti, razzisti, ecc. Non è il nostro stile, non è il nostro obiettivo. Di urla e insulti in Italia ce ne sono già in abbondanza. Questo Paese non riesce a liberarsi del caos e della spasmodica smania di spendere ogni energia in diatribe sterili, che aizzano le peggiori abitudini linguistiche e di pensiero di alcuni, mentre altri vanamente provano a educare al rispetto, alla memoria, alla storia, spiegando che non può essere una materia sterile la cui forza soccombe dinnanzi al consumismo qualunquista del web e dei commenti nei blog.

Pensiamo che, mentre gli schieramenti si affrontano, ciascuno affidandosi ai propri totem e ai propri giornali di riferimento (più o meno esplicito), il Paese reale ristagni tra crisi, disoccupazione, assenza di welfare e una sindrome allergica alla democrazia, al dialogo, al confronto duro sui temi senza derive volgari e personalistiche. La sindrome dell’idolatria nei confronti dei molteplici candidati a “salvatore della patria” è un virus dannoso che respingiamo perché uccide la libertà di pensiero e tortura la coscienza critica. Soprattutto annulla i temi, gli argomenti, proprio quelli che invece bisognerebbe spiegare con chiarezza e semplicità, rendere comprensibili a tutti, senza strumentalizzazioni. In questo clima da rissa è davvero difficile scrivere, cercando di offrire ai lettori temi differenti, entrando in quella parte di attualità che rimane in disparte, come se fosse ferma, anch’essa, a osservare ciò che i mass media stabiliscono essere i temi del “giorno”, anche quando durano in realtà una o più settimane.

Ovviamente non vogliamo snobbare quel che accade e continueremo a offrirne una nostra chiave di lettura, condivisibile o criticabile, ma sicuramente dettata dalla nostra libertà di pensiero e dall’indipendenza da qualsiasi forza politica. Fatto ciò, però, crediamo di dover raccontare anche altro, cioè tutta quella parte di informazione che passa con troppa velocità o della cui portata non ci si rende pienamente conto. Proprio per far ciò nel modo migliore, abbiamo deciso di rinnovarci con nuovi contenuti e una maggiore dinamicità, mantenendo però intatti il nostro stile e la nostra idea ispiratrice.

Speriamo che questa nuova versione possa incontrare il vostro gradimento. Abbiamo fatto il possibile per rendere ancor più navigabile questo spazio e sicuramente in futuro continueremo ad arricchirlo di ulteriori funzionalità. A questo punto, non vi resta che scoprirlo, spulciarlo ed eventualmente farci avere i vostri suggerimenti, che, come sapete, sono sempre accetti. Buona lettura.

Massimiliano Perna –ilmegafono.org

Autore

Massimiliano Perna

Sono un giornalista freelance, mi occupo da molti anni di immigrazione e diritti, ma anche di ambiente e mafia. Scrivere per me significa respirare e prendere posizione. Amo leggere e amo visceralmente la mia Sicilia e le opere di Pippo Fava. Ho un debole per le menti critiche che si coniugano con l'umanità e la semplicità. Disprezzo i razzisti e gli ipocriti e l'inerzia di chi potrebbe fare qualcosa ma non la fa. Sono il fondatore di questo sito, nato nel 2006, che oggi ha anche una web radio nella quale curo una trasmissione di approfondimento. I tempi sono bui e i silenzi troppi. Un megafono, sia esso di ferro, di righe e inchiostro o collegato a un mixer virtuale, può accendere qualche piccola luce. La mia speranza è di riuscire a tenerlo sempre acceso.

1 Commento

  1. Annamaria Deidda

    Bravissimi tutti, complimenti e auguri di lunga vita. Ad maiora!

    Rispondi

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