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F.A.S, Pochi fronzoli ma… dritti allo sterno!

La Toscana, si sa, è una bella terra. Gli anglosassoni ci han costruito sopra stereotipi e ville, chi ci  vive, vi ha costruito semplicemente l’abitudine. In Toscana ci sono dei posti meravigliosi, che hanno ispirato elegie di gran spessore, poesie e vigneti. Da un posto così tutto ci si aspetterebbe fuori che un rokk aggressivo da periferia urbana più che da ameno paesaggio collinare. Bene, eppure questo è proprio quello che suonano i F.A.S, da Cortona, in provincia di Arezzo. Ci propongono il loro mini-album “1000 Motivi”, prodotto con Dave Chang (Stampin’ Ground, The Orange Goblin, Linea 77). Allacciate bene le cuffie e copiaincollatevi questo link: http://www.myspace.com/fas07.

Indubbiamente trascinante la title track 1000 motivi, concepita per un pogo d’alto livello davanti alla cassa. Molto intelligente lo stacco dalle schitarrate lampanti che rende meno monotono e piatto il pezzo. Interessanti anche le lyrics: “L’incertezza di muovere un passo rinchiuso in un silenzio che ti esclude da tutto, cercando di lenire quel dolore che hai dentro al petto”. Una bella carica per una mattina grigia, quando “alzo distratto lo sguardo al cielo e vedo che ho mille motivi ancora per esistere”. Ancora più forte picchiano in Kosta, scagliandosi contro la società dell’apparire: “Punterò il dito contro le vostre false vite/ sputerò rancore contro la vostra inutile storia, io sarò spietato laddove non c’è rispetto/../ sembrare è rimasto il tuo unico scopo”.

La chiave, al terzo posto della cronologia, è la nostra preferita. Canzone che ci piace pensare d’amore, aggressiva e macchiata di realtà passionale. “Affonda le tue dita nel mio animo nascosto, trasforma ogni mia voglia in una nitida realtà. In vortice che mi spinge a fondo cerco appiglio in te”. La forza sta in questo, utilizzare l’energia di corde e piatti per descrivere le passioni. Impossibile metterci troppo lirismo, le chitarre elettriche si rivolterebbero contro i musicisti, a ragione. Alla quarta, Polvere, facciamo un’incursione in un bell’acustico segno della capacità della band di variare anche nel genere. Interessante il ritornello: “Resta qui almeno per un altro respiro come se fossimo già polvere, resta ancora qui almeno per un altro battito senza chiedere perché”.

Piacevole anche l’attacco di Sangue in bocca e la struttura musicale del pezzo che segue la linea dell’elettrocardiogramma. Tra alti e bassi, per un ritornello bello incazzato. Ci convince invece meno Vorrei, cui manca il grip delle altre, un pizzico troppo vaga. Certo è che i F.A.S hanno dell’esperienza alle spalle, diversi da molti sbarbatelli del genere. Giocare a fare gli anglofoni è veramente facile, invece l’italiano premia questa scelta musicale.

A tanti musicisti fenomenali da Sagra del tortello autoreferenziali nei loro assoli, i F.A.S scelgono l’umanità al centro anche della musica. Resto quindi ancor più convinto che la vita vera, quella che ti fa seguire un testo con la mente e che ti prende a calci il cervello dalle orecchie passi tutta in provincia. Ad ogni modo cercate anche voi i vostri 1000 motivi per esistere. Se non li trovate nel cielo, cercate nei sogni. 

Penna Bianca -ilmegafono.org

Autore

Penna Bianca

Collaboro con Il Megafono.org dalla sua creazione. Settentrionale d'adozione ma con lo spirito del Bianciardi, gucciniano convinto, ascoltatore di musica ma non praticante, opinionista quasi per caso provo a guardare il mondo con lo spirito critico e l'irriverenza che mi hanno insegnato i miei natali.

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