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Riina Jr e l’ipocrita purezza dei leghisti veneti

C’è aria di protesta tra i militanti della Lega Nord e gran parte dei cittadini di Padova. A scuotere gli animi dei veneti, infatti, non c’è solo il caso recente del tesoriere Belsito che ha sconvolto il partito autonomista, ma anche la presenza, da qualche giorno, di una figura molto nota alle cronache italiane: quella di Giuseppe Salvatore Riina jr, terzogenito del boss mafioso corleonese. Da qualche giorno, infatti, Riina jr ha deciso di stabilirsi definitivamente nella città veneta, con lo scopo, secondo le sue ultime dichiarazioni, di “costruire una nuova vita”. Ma che vita lo aspetta, adesso ? Secondo quanto ha stabilito il Tribunale di Palermo, l’uomo verrà costantemente affiancato da un avvocato (Francesca Casarotto), che sarà non solo un punto d’appoggio, ma anche la dimostrazione di un controllo serio e preciso. Riina dovrà poi presentarsi ogni giorno in questura e firmare e non potrà utilizzare nessun mezzo che non sia pubblico. E ci sarà anche un impiego nel futuro di Riina jr.

Quest’ultimo, infatti, ha già preso un accordo con l’associazione Onlus “Famiglie contro la droga e l’emarginazione”, in cui non solo lavorerà come telefonista, ma si occuperà della donazione di pasti ai più poveri ed altri incarichi simili. Inoltre, come egli stesso ha confermato ai giornalisti, risulta già essersi iscritto alla facoltà di “Scienze per la formazione”, nella quale viene seguito ininterrottamente da un professore. Insomma, sembra proprio un futuro totalmente diverso quello che aspetta il figlio di Totò, il quale ha finito di scontare da poco una pena di 8 anni per associazione mafiosa. Il suo arrivo in terra veneta, però, non ha ricevuto grandi apprezzamenti da parte della comunità. Non solo la Lega, ma anche i cittadini in generale non vogliono il figlio pregiudicato di uno dei boss più spietati di cosa nostra.

Ovviamente, però, il partito del carroccio non ha perso l’occasione di protestare a suo modo, con dei gazebo nella piazza principale di Padova, in cui sono state raccolte delle firme. Risultato? Circa un migliaio nel giro di poche ore. E il numero sembra destinato a crescere. “Il Veneto non lo vuole”, ha protestato duramente il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci. “Ha un atteggiamento da primadonna”, ha continuato, “non da ex detenuto. E bisogna ricordare che non si tratta certo di qualcuno costretto a portare un cognome ingombrante. È parte integrante del sistema mafioso”. Un rimprovero viene anche dal presidente della Provincia, Barbara Degnai, che ha presentato un’istanza al tribunale palermitano affinché si possa rivedere la decisione. In effetti, le lamentele dei veneti non sono poi così prive di fondamento.

Riina jr viene da una famiglia che ha insanguinato l’Italia ed è anche un affiliato già condannato per mafia. Comprensibile, dunque, che si voglia preservare il territorio da un elemento poco rassicurante. È pur vero, però, che non sarà certamente la presenza di Riina Jr ad importare la mafia in Veneto, così come qualcuno della Lega vorrebbe fare intendere. Innanzitutto perché si tratta di un sorvegliato speciale (e questo lo ha affermato lo stesso Giuseppe Pisanu, presidente della commissione antimafia che sin dall’inizio ha difeso la decisione del trasferimento). Ma soprattutto perché la mafia c’è già. Il Veneto, così come l’intero Nord Italia, è al centro degli interessi dei clan (in particolare la camorra) ormai da molti anni.

E al di là di ciò che dicono i benpensanti (o, ancor peggio, i giustizieri improvvisati) della Lega, ciò che veramente deve far paura non è tanto la criminalità organizzata, ma chi con questa stessa criminalità ci convive e ci fa affari, aprendole le porte delle regioni e delle città. I politici, insomma: così appassionatamente amanti della giustizia e della legalità solo quando l’odore delle elezioni è distante come quello del gelsomino ad ottobre. Sarebbe opportuno, quindi, purificare quanto di marcio vi è dentro il Veneto e il Nord in generale, prima di attribuire ad un sorvegliato speciale il pericolo di invasione mafiosa (piuttosto si dovrebbe discutere sul perché un criminale come Riina Jr debba avere un lavoro e una casa a spese dello Stato). Un vecchio detto ce lo insegna: “Non guardare la pagliuzza che hanno gli altri ma la trave che hai nel tuo occhio”.

Giovambattista Dato -ilmegafono.org

Autore

Giovanni Dato

Nato a Catania, sono laureato in Lingue e Letterature Straniere e vivo a Londra dal 2014. Batterista, amante della musica e di ogni altra forma d'arte, mi occupo di Legalità dal 2008, passione che è nata e cresciuta dagli insegnamenti di grandi uomini come Falcone e Borsellino.

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