Anche quest’anno il Wwf promuove “L’ora della Terra”: il 26 marzo prossimo, infatti, saranno spenti per un’ora (dalle 20:30 alle 21:30) gli impianti di illuminazione di edifici pubblici, monumenti, uffici  ed abitazioni. L’iniziativa è stata promossa per dare un segnale deciso ai governi, affinchè si mobilitino per la sensibilizzazione della popolazione a ridurre gli sprechi energetici, che contemplano tra le componenti di maggior carico anche gli impianti di illuminazione, spesso trascurati. Vista dal satellite, la Terra appare circondata da una sorta di reticolo bianco, con vari punti luminosi che si concentrano prettamente in Europa ed in America Settentrionale, risparmiando solamente gli oceani e parte dell’Africa. Il reticolo bianco si affievolirà (almeno per un’ora) il 26 marzo, e si affievoliranno anche le emissioni tossiche nell’atmosfera.

A promuovere l’iniziativa anche personaggi famosi, come il cantante Marco Mengoni che si è fatto portavoce dell’evento tramite un video diffuso sui social network: “Questo è l’unico pianeta che abbiamo, è da matti non proteggerlo!”, sono state le sue parole. “L’ora della terra” prevede tutta una serie di iniziative per coinvolgere la popolazione: manifestazioni in piazza come concerti, spettacoli e visite guidate nei parchi ed oasi del Wwf, cene a lume di candela, osservazione delle stelle e tanto altro ancora.

Mariagrazia Midulla, responsabile del settore clima-energia del Wwf, osserva che negli ultimi anni si è verificata una divaricazione preoccupante tra opinione pubblica, sempre più attenta e preoccupata per le sorti dell’ambiente, e governi, che continuano a rinviare decisioni importanti per il nostro pianeta: leggi, decreti e direttive sulle politiche ambientali giacciono per mesi e mesi dimenticate dalle istituzioni. La protesta organizzata il 26 marzo, dunque, se appoggiata effettivamente dai 128 paesi coinvolti, porterebbe a risultati convincenti e soddisfacenti per indurre i governi ad agire in fretta.

Il Green Economy Report stilato dall’Unep, il Programma ambiente dell’Onu, riporta che la maggioranza degli stati industrializzati continua ad incoraggiare e sovvenzionare le scelte più dannose per il pianeta: i combustibili fossili, tra i principali responsabili dell’inquinamento in tutte le sue forme, sono sovvenzionati con circa 650 miliardi di dollari annui, cifra che, se rivolta allo sviluppo dell’energia pulita anche in ambito lavorativo, frutterebbe ancor più introiti per gli stati che se ne fanno carico.

L’Unep, inoltre, afferma che con un investimento compreso tra i 1000 e i 2500 miliardi di dollari l’anno, indirizzati verso il settore del turismo, dei trasporti, dell’agricoltura, delle costruzioni, della gestione delle acque e dei rifiuti, si potrebbero avviare percorsi sostenibili e ad impatto zero. Spegnere le luci il 26 marzo, assume quindi anche un valore simbolico: spegnere le luci su un vecchio sistema, per riaccenderle su nuove prospettive.

Laura Olivazzi -ilmegafono.org