Mentre in Italia lo sviluppo delle fonti d’energia rinnovabile fa ancora a pugni con un sistema industriale obsoleto, negli Stati Uniti si pensa già al 2030, in chiave rinnovabile ovviamente. Uno studio condotto da Mark Delucchi (Università della California Davis) e Mark Jacobson (Stanford University), afferma che entro il 2030, con le opportune politiche economico-ambientali, l’energia prodotta da combustibili fossili e dal nucleare potrà essere considerata un lontano ricordo. La chiave di tutto è la politica adottata, senza però dimenticarci delle cospicue somme di denaro pubblico da investire: installando 4 milioni di pale eoliche da 5megawatt, 90mila centrali solari da 300megawatt e 1,7 miliardi di pannelli fotovoltaici da 3 kilowatt (un piccolo impianto per ogni abitazione del mondo), tutto il pianeta entro il 2030 potrebbe procurarsi attraverso il rinnovabile l’energia necessaria al proprio fabbisogno quotidiano.

I due scienziati americani hanno però volutamente escluso dalla propria indagine il potenziale fornito dalle biomasse e dal nucleare (sfruttato in senso “pacifico”, produce insieme all’energia della biomassa il 16% di quella mondiale), l’energia procurata dalle onde e dalle maree e le già affermate capacità energetiche di centrali idroelettriche e geotermiche (ben collaudate in tutto il mondo, come sappiamo, proprio a sottolineare che, anche da sole, le centrali eoliche e solari potrebbero accontentare tutti, figurarsi se unite alle altre fonti d’energia pulita. Delucchi e Jacobson hanno preso in considerazione l’idea di una “smart grid”, una rete elettrica intelligente che metta in comunicazione reciproca le grandi centrali eoliche e solari, in modo da bilanciare la produzione energetica di entrambe.

Altra questione è quella di trovare le cosiddette “terre rare” per la costruzione di pannelli fotovoltaici, ma il tutto può essere risolto dalle tecniche di costruzione più avanzate in circolazione. I due studiosi, puntano inoltre l’attenzione sulla questione “volontà politica”: sarebbe questa, infatti, la chiave di lettura dell’intero progetto. Leggi adeguate, predisposizione degli stati e sensibilizzazione dei cittadini allo sfruttamento del rinnovabile rappresentano un ottimo punto di partenza. Inizialmente potrebbero spaventare gli ingenti costi della riconversione al rinnovabile, per cui oggi sarebbe sostanzialmente impossibile realizzare questo progetto, ma entro il 2030, quando i costi si saranno gradualmente abbassati, ogni ostacolo potrà essere superato e potremmo davvero respirare aria più pulita.

Laura Olivazzi -ilmegafono.org