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L’amore tra cyborg nel new wave de Il Silenzio delle Vergini

Punteggio 94%

Esistono tanti tipi di amore e tante maniere di raccontarli, soprattutto in musica. Il Silenzio delle Vergini, nome del gruppo fondato nel 2016 dal chitarrista milanese Armando Greco, ha scelto di occuparsi di un amore che va oltre l’umano, ma che della natura umana mantiene i connotati introspettivi ed intimi. Il loro nuovo Ep, “Su rami di diamante”, uscito il 2 marzo per l’etichetta (R)esisto, è un concept album che prosegue la narrazione del loro precedente disco (“Colonne sonore per cyborg senza voce”, uscito un anno fa), con protagonisti sempre i cyborg.

Questa volta però le atmosfere non sono quelle cupe proprie della tematica della guerra, ma quelle più delicate e dolci dell’amore (come ci ha spiegato lo stesso Armando nel corso dell’ultima puntata di “The Independence Play” sulla nostra web radio). L’amore tra i cyborg 003 e 009 è al centro di questo lavoro de Il Silenzio delle Vergini, e qui risulta chiara l’influenza delle loro esperienze musicali, dei gusti letterari e della passione per i manga (i due cyborg sono infatti protagonisti dei manga del grande fumettista giapponese Shotaro Ishinomori).

“Su rami di diamante” è un disco che propone una musica essenziale e affascinante, proietta l’ascoltatore in mondi lontanissimi e lo ipnotizza con la limpidezza del sound e con la capacità dei musicisti di utilizzare effetti e synth per arricchire di sensazioni un new wave rock davvero inaspettato. Poche frasi, che però talvolta riescono a popolare le canzoni di demoni (come nella breve Intro), mentre altre volte riescono a portarci fuori, senza una pioggia che possa arruginirci (Londra), facendoci conoscere amore e guerra.

Nel brano Amore (003 e 009), primo singolo estratto, la parola amore ci sorprende con un ritmo e una distorsione non ritrovabili in altre tracce, forse perché proprio come gli umani i cyborg vengono messi in crisi da questo sentimento che non conosce schemi e che manda in tilt anche i migliori prototipi.«Tu sei la sola al mondo che sa del mio cuore ciò che è stato sempre, prima di ogni altro amore», recita infatti il ritornello di questa canzone intensa e coinvolgente, soprattutto per l’utilizzo delle distorsioni contrapposte alla eterea voce femminile che accarezza l’ascoltatore.

Guerra invece è veloce e ritmata, cigola e avanza, assomiglia all’amore, ma semplicemente è speranza di vita per gli umani, salvati per miracolo dall’annientamento. Sembra essere proprio questo il senso. L’amore per i cyborg è simile alla sopravvivenza per gli umani, è una forma di vittoria sulla morte. Corrisponde forse a ciò che la nascita o la rinascita rappresentano per il genere umano. Questo disco prova a darci una risposta e la affida ai suoni, ai silenzi, alle parole, poche ma significative, scandite lungo le note delle tracce.  “Su rami di diamante” è un Ep valido, originale, intenso.

Non vi resta che ascoltarlo. Iniziate dunque a far girare i vostri circuiti, condensate i vostri stimoli e le vostre sensazioni in bit e impulsi elementari, trasformate la vostra anima in un groviglio di circuiti ed avvicinatevi a questa ottima musica.

FrankaZappa -ilmegafono.org

La copertina dell’Ep “Su rami di diamante”.

Pillola

94%

In breve “Su rami di diamante” è un disco che propone una musica essenziale e affascinante, proietta l’ascoltatore in mondi lontanissimi e lo ipnotizza con la limpidezza del sound e con la capacità dei musicisti di utilizzare effetti e synth per arricchire di sensazioni un new wave rock davvero inaspettato.

New Wave
92%
Concept
95%
Originalità
96%

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma "The Independence Play" sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall'urlo "Looove" di Robert Plant. Di quell'amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di "metallo non metallo" che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l'unico modo di immaginare "the dark side of the moon".

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