La vita di un bravo musicista è un continuo viaggio fatto di esperienza, ricerca e sperimentazione, tappe fondamentali per poter maturare e costruirsi una identità, un sound che presenti determinate caratteristiche. Alberto Gatti, cantante e musicista bresciano, questo viaggio lo ha fatto e, nel 2013, questo lo ha portato a dar vita al suo progetto artistico con il nome di Arvioux. Un progetto che riunisce nell’elettronica tutte le influenze derivate dalla sua esperienza musicale.

Trovata la sua strada, Arvioux si è dato da fare in ambito compositivo e in studio di registrazione. Così, sono arrivati due Ep, l’ultimo dei quali è appena uscito (il 9 febbraio) e si intitola “A Safe Place”. Un album che parla di un posto sicuro (come ci ha detto lo stesso Arvioux nel corso dell’ultima puntata di “The Independence Play” sulla nostra radio web), tra Brescia e Berlino, dove l’elettronica fa da guida e mescola i generi che questo musicista ha sperimentato nel tempo: dal pop, al rock, al synth pop che ci riporta ad atmosfere anni ‘80 e ‘90.

Sono quattro tracce intense, nelle quali il sound è ipnotico, avvolgente e ci lascia sempre addosso quella sensazione di essere salvi, proprio in quel posto sicuro che dà il nome all’Ep. La traccia di apertura, il singolo estratto Insecure, ci conquista lentamente, non ci lascia scampo, trattenendoci in una dimensione nella quale ogni nuovo suono diventa un passo per scoprire l’universo e al tempo stesso noi stessi. Un brano che, per le sue sonorità e atmosfere, ricorda i Depeche Mode e i Daft Punk.

A waiting for summer, invece, ci catapulta in un universo cibernetico dove si può parlare alle stelle e aspettare l’estate come rinascita di colori. C’è qui la delicatezza di una serenità momentanea, che scorre consapevole che durerà giusto una stagione, ma che riesce ugualmente a sfuggire alla cupezza del tempo, rimanendo al sicuro tra gli effetti più lievi che l’elettronica, in questo caso, riesce a produrre. Queste prime due canzoni rassicurano e affascinano, mettendo in mostra tutta l’abilità compositiva di Arvioux. Riuscitissimo è anche il mood dell’ultima traccia, My soul is free, una cavalcata nell’ignoto alla ricerca della libertà della propria anima.

Le tracce di “A safe place”, dunque, hanno una identità chiara, sono elettroniche e piene di effetti ben miscelati, con un’atmosfera seducente e futuristica, anche se forse, in alcuni tratti, la voce appare troppo sintetizzata. Ma probabilmente l’obiettivo di questo album è proprio quello, cioè anestetizzarsi ed estraniarsi dalla realtà, cercando un posto sicuro, appunto, in cui riscoprire quanto le emozioni sappiano comunque influenzare i bit e spuntare in mezzo a loro con ancora più prepotenza. Siamo già curiosi di capire come sarà il primo album full-lenght, anche per vedere come questo bravo musicista potrà cimentarsi in un lavoro di durata più lunga.

FrankaZappa -ilmegafono.org

La copertina dell’album “A safe place”.