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Ghraphein, carte da una collezione privata

Ghraphein, carte da una collezione privata

“Ghraphein, carte da una collezione privata” è il titolo della mostra di capolavori della grafica contemporanea, da Picasso a Fontana, che si svolgerà presso lo spazio temporaneo della galleria Sudestasi Contemporanea, in Via dell’Annunciata 29, in zona Brera – Borgonuovo, a Milano. Venti opere su carta di grandi maestri del Novecento, in un’affascinante mostra che ripercorre le tappe dell’innovazione artistica nella grafica e nella tecnica incisoria nella seconda metà del secolo scorso. La mostra sarà allestita dall’11 al 20 dicembre con il supporto tecnico di Delta Ligth Italia (vernissage lunedì 11, ore 18). Il percorso espositivo comprende opere di Afro Basaldella, Pierre Alechinsky, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ding Yi, Lucio Fontana, Victor Pasmore, Pablo Picasso e Graham Sutherland.

I fogli esposti testimoniano la rivoluzione operata in ambito grafico nella seconda metà del secolo scorso, quando l’esigenza di rinnovare la funzione sociale dell’artista decretò la rinascita della stampa d’arte nella sua duplice valenza di genere autonomo e di processo comunicativo di massa. Un excursus multiforme e variegato di segni, colori e sperimentazioni tecniche che si snoda fra astrazione e figurazione, fra bianco e nero tradizionale e nuovi cromatismi, sulla scorta delle innovazioni artistiche introdotte in quegli anni.

Il nucleo centrale della mostra è costituito da alcuni capolavori dei massimi esponenti dell’Informale italiano, come Alberto Burri, presente con 4 serigrafie tratte dal suo alfabeto cromatico (Lettere, 1969) e un’acquaforte (Acquaforte 2, 1976/7). Accanto al grande maestro umbro spiccano una stampa a rilievo di Lucio Fontana (Nudo rosa, 1967), le forme geometriche di Afro Basaldella (La Bilancia, 1974; Galera, 1974; Vulcani II, 1974) e il primitivismo segnico di Giuseppe Capogrossi (di cui viene esposto l’unico esemplare di goffratura a rilievo da lui prodotto, tratto dalla cartella Album Marlborough, 1968).

Le coeve ricerche dell’astrattismo europeo, invece, sono rappresentate dall’espressionismo onirico e calligrafico di Pierre Alechinsky, fondatore del gruppo CoBRa (Cerclitude 1 – 3, 1973) e dal virtuosismo lirico di Victor Pasmore (Two Images, 1975). Si prosegue con l’erotismo distorto dell’ultimo Picasso (Vecchio seduto con una donna e ballerina, 1968) e con le visionarie metafore esistenziali di Graham Sutherland e la sua serie sul misterioso mondo delle api (Bees, 1977). Conclude il percorso un’opera unica del maestro Ding Yi (Appearance of crosses 95-B54, 1995), considerato il più importante astrattista della Cina contemporanea, il cui segno di matrice zen proietta l’osservatore verso i più recenti orientamenti linguistici del panorama internazionale.

La maggior parte delle carte esposte escono dai torchi della celebre stamperia 2RC di Roma dove, in un clima di continua e costante evoluzione dei linguaggi grafici tradizionali, Valter ed Eleonora Rossi liberarono gli artisti dai limiti tecnici dell’incisione (formato, colore e modalità esecutive), consentendo loro di raggiungere risultati inediti e straordinari. Non a caso, oggi, talune di quelle opere sono considerate pietre miliari non solo nella produzione degli artisti, ma anche nella storia della grafica contemporanea.

La mostra potrà essere visitata da lunedì a sabato, dalle ore 16.30 alle 19.30 (la mattina su appuntamento) e la domenica dalle ore 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30. Domenica 17 alle ore 18 si potrà assistere alla performance “Qui tutto è distacco e là era fiato” che si terrà nei locali della mostra. Coreografia a cura di Francesca Siracusa (team coreografico LAAGAM). Musica a cura di Simone Faraci. Testo di Azzurra Pitruzzella Con: Marina Bertoni, Greta Cisternino, Viola Gasparotti, Flora Orciari, Erica Meucci, Francesca Siracusa, Cecilia Tragni.

Info e-mail: info@sudestasicontemporanea.com
tel.: 340 4061833 (Ciro Salinitro); 349 2664771 (Angelo De Grande)

Redazione -ilmegafono.org

Autore

Angelo De Grande

Sono esperto di architettura rinascimentale in Europa e in particolare ho studiato l’influenza del trattato di Sebastiano Serlio. Lasciato l’ambiente accademico mi dedico alle mie passioni e alla mia famiglia. Amo parlare di arte e provare a farla; carta, tela, foto o video non importa, la passione é la chiave, sempre.

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