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La morte del buonsenso nell’Italia dei luoghi comuni

La morte del buonsenso nell’Italia dei luoghi comuni

Avete ragione voi. Vi vedo sui vostri schermi chini a rispondere all’appello globale del dire la propria. In nome della libertà, della partecipazione, dei valori. In nome del buonsenso, del rispetto e del “buongiornissimo”. Alla ricerca della Verità, della ragione ultima, di quella spiegazione così banale che “come hanno fatto a non pensarci”. A trovare una ragione a un fatto che non capite ricercando consenso, approvazione, like. Don Chisciotte telematici e parecchio stolti, convinti di dar filo da torcere ai potenti, ai privilegi, ai sistemi, agli ordini superiori. Tutte cazzate. Solo un mormorio montante di cazzate, neanche pensate, direttamente e volutamente dette o scritte.

Allo scoppiare di un “caso”, su ogni evento avete bisogno di trovarne la ragione “nascosta”, per la soddisfazione inutile del “ben detto” e del “ben fatto”. Su questo sfondo vanno inserite le ultime agghiaccianti dichiarazioni e gli ultimi fatti che abbiamo letto. Un giornalista fa delle domande per strada e si becca una testata. «Povero pestatore», lo stava infastidendo con delle domande per strada e quindi quel vigliacco di giornalista un po’ se la andava cercando.

Se l’andava cercando come la ragazza stuprata a Bologna, «il minimo che potesse capitare» dati i di lei atteggiamenti e comportamenti, sostiene tronfio un prete (rileggere lentamente “prete”). La conseguenza mi pare evidente, direi quasi meccanica, nel mondo dei sogni o dei puffi dove vive certa gente. L’Italia è fuori dal mondiale. Colpa degli stranieri, #stopinvasione, vomita subito con un hashtag il mai domo Salvini, pronto anche lui a trovare la giustifica per scaricar di dosso le colpe ai giocatori. Per non parlare di certe teorie strampalate su presunti scoop di cui purtroppo scie chimiche e vaccini rappresentano tragicamente solo la punta dell’iceberg.

Vi vedo a godere di questo che spacciate per buon senso quando invece è soltanto ignoranza che diventa razzismo e stupidità. Tutti contenti della trovata geniale da imbecilli che uno si trova a dire. La cosa che fa più imbestialire è sentirvi parlare di “pensiero fuori dal coro”, “coraggio di dirla come la si pensa” o, come fanno certuni,  dire una cosa contro il nuovo ordine mondiale o tirare in ballo teorie strampalate su progetti di magnati della finanza su un social network che controlla quotidianamente le nostre azioni e vende la nostra privacy: gusti, orari di accesso, movimenti, preferenze ideologiche.

Sarebbe inutile spiegare che comportarsi da imbecilli è proprio quello che un eventuale manipolatore vorrebbe. Forse siete meglio così, chini, incazzati, soli e impauriti. Non vi parlate neanche più. Ancor più inutile dirvi che l’unica vera libertà per gli ultimi è lo spirito critico, la capacità di lucida analisi, in altri termini non farsi prendere per il culo. Sapreste comunque giustificarvi anche questa volta per le vostre azioni, per quello che dite. D’altronde vivete nel Paese in cui il dipendente pubblico si lamenta della paga bassa con il pensionato infuriato per come si gestiscono i soldi che, ogni anno, da bravo cittadino paga provando, per campare s’intende, ad affittare in nero quella casetta che gli è rimasta da parte.

Mica come quei balordi dei liberi professionisti che lamentano una fiscalità altissima e quindi, che ci vuoi fare, bisogna trovar pure il modo di campare, altro che quei privilegiati dei lavoratori dipendenti che dal canto loro lavorano un sacco, non evadono nulla, e magari ogni tanto si mettono in malattia perché non ne possono più; mica come i disoccupati che davvero nulla fanno e prendono, pensate, persino un assegno. Ora tra questi qualcuno trova l’escamotage per farsi qualche mesetto di lavoro, al fine meritorio di trovare una giustificazione all’assegno degli altri mesi ma che ci vuoi fare, sin troppo fanno per quell’assegnucolo mensile che gli assegnano quegli stronzi al governo che dovrebbero creare lavoro.

Loro che prima erano in parlamento a fare i privilegiati dopo una vita da liberi professionisti, disoccupati, lavoratori dipendenti e dal canto loro, ogni tanto, osservano che questo è un Paese molto difficile da governare, soprattutto per colpa di quell’Europa invasiva che pretende di metterti in riga perché il tuo debito è una volta e un quinto quello che produci e sarebbe opportuno che tu magari creassi un pizzico di malcontento giusto con un paio di manovre fiscali lacrime e sangue in modo tale che, oplà, ti ritrovi con la peggior destra xenofoba dagli anni ‘30 e con la sinistra che  non sta mica tanto bene. Sarà forse colpa di qualche compiacente medico condotto?

PennaBianca -ilmegafono.org

Autore

Penna Bianca

Collaboro con Il Megafono.org dalla sua creazione. Settentrionale d’adozione ma con lo spirito del Bianciardi, gucciniano convinto, ascoltatore di musica ma non praticante, opinionista quasi per caso provo a guardare il mondo con lo spirito critico e l’irriverenza che mi hanno insegnato i miei natali.

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