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L’integrazione passa per il lavoro

L’integrazione passa per il lavoro

È stato presentato a Milano, nella sede della Casa della Carità, l’aggiornamento sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero – L’umanità che fa bene”. Cambiare le politiche sull’immigrazione in Italia puntando su accoglienza, lavoro e inclusione sociale: è questo l’obiettivo che la proposta di legge si figura, superando e cancellando di netto la Bossi – Fini che, di fatto, non garantisce in nessun modo una prospettiva di integrazione dei cittadini stranieri non comunitari, ma anzi, ne aumenta l’irregolarità.

L’iniziativa, nata nell’aprile 2017 e promossa da Radicali Italiani con Emma Bonino, Fondazione Casa della Carità e con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, ha raccolto sin qui oltre 34 mila firme; ne mancano all’appello 16 mila per poter presentare la legge in Parlamento, e queste ultime devono essere raccolte entro ottobre 2017.

“La strada è sicuramente ancora lunga e non facile, ma vediamo comunque la luce”, dichiara Emma Bonino, che sottolinea che “questa è una proposta di legge di ragionevolezza, una proposta di legge che legalizza e integra socialmente su base individuale gli stranieri ‘radicati’ che si trovano in una situazione di soggiorno irregolare sul territorio italiano. Uno dei punti cardine del testo è appunto l’integrazione sociale della persona passando per la regolarizzazione lavorativa, trasformabile in attività regolare o denunciabile in caso di sfruttamento lavorativo. Il lavoro regolare come base per l’integrazione. Dobbiamo inoltre fare lo sforzo di far ragionare le persone con la testa e non con la pancia e spiegare che la legalità aiuta la sicurezza”.

Sono otto in totale i punti che costituiscono il testo della legge. Tra questi vi è l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo, valido 12 mesi, che dà la possibilità al lavoratore straniero non comunitario di cercare e trovare un lavoro regolare a tutti gli effetti, giuridico e legislativo. Un altro passaggio fondamentale è l’uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale, eliminando tutte le attuali disposizioni che richiedono il requisito del permesso di soggiorno di lungo periodo e la garanzia per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri, prevedendo interventi legislativi nazionali affinché ogni regione possa attuare quanto previsto dalla normativa vigente in materia di accesso alle cure per gli stranieri non iscrivibili al Sistema sanitario nazionale.

“Facciamo tutto questo – conclude Don Colmegna – perché abbiamo in mente una società che prevede inclusione, diritti, coesione sociale e sicurezza per tutti, per questo la nostra proposta di legge prevede anche una riforma della cittadinanza per i tanti giovani italiani che la aspettano da troppo tempo”.

Presenti alla conferenza, oltre a Don Virginio Colmegna, Emma Bonino, l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, (sostenitore insieme a tanti altri sindaci italiani della proposta di legge) e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino.

Cliccando qui è possibile vedere il video spot della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, mentre sul sito della casa della carità (www.casadellacarità.org) vi sono segnalati i luoghi dei prossimi banchetti sparsi a Milano dove poter andare a firmare la proposta di legge.

 Marco Feliciani (Sonda.life) – ilmegafono.org

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