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La Chance su Marte ci porta nel suo spazio pop/elettro-rock

Punteggio 92%

Un tempo erano i The Liverpool e si facevano notare come cover band dei Beatles, aggiungendo anche qualche brano originale. Oggi si chiamano La Chance su Marte e fanno il loro esordio discografico con un singolo omonimo (La Chance su Marte), promosso e distribuito da Alka record label, che anticipa il loro primo album in uscita il prossimo autunno.

La Chance su Marte è un progetto molto interessante, che nasce da una svolta, vale a dire dalla scelta di maturare, crescere, abbandonare la palestra della cover band, per acquisire una propria identità, un’autonomia musicale capace di esaltare il talento compositivo di cui questi ragazzi sono indubbiamente dotati. Un passo in avanti che si riflette anche nella scelta di scrivere e cantare testi in italiano, andando in direzione opposta rispetto alla precedente e consolidata impronta “british”.

Il loro è un passaggio riuscito, almeno per quello che ci fanno sentire nel sopraccitato brano d’esordio, in rotazione radio/video dallo scorso 30 giugno e disponibile anche in digitale. Il sound che La Chance su Marte ci propone è un ottimo pop-rock elettronico di marca italiana, perfettamente in linea con la migliore tradizione del genere.

Il pezzo è ben orchestrato già dall’intro, con il giusto mix fra acustica ed elettronica che poi accompagna l’intero brano, creando una base molto gradevole sulla quale si poggia una voce molto fresca, pulita e capace di modulare leggerezza e profondità. C’è molta armonia nella musica de La Chance su Marte, c’è un’ottima tecnica, l’uso degli effetti elettronici è ben dosato e si incastra perfettamente, senza eccessi che potrebbero sporcare l’ascolto.

Anche il testo è ben fatto: non c’è l’intenzione di strafare, non ci sono banalità o forzature, le parole sono coerenti con il sogno o bisogno che la canzone vuole esprimere, cioè la voglia di un ragazzo che, come ci ha detto Federico Olivieri (basso e voce del gruppo) nel corso della puntata di “The Independence Play” sulla nostra radio, “vuole diventare qualcosa di più, cerca qualcosa di meglio e, metaforicamente, riuscirà a trovarlo su Marte”.

E allora, aperti da sempre ai sogni e ai viaggi interstellari, non potevamo scegliere colonna sonora migliore. Poco importa cosa faranno su Marte questi musicisti, l’importante è essere contagiati dalla loro vibrante voglia di noleggiare un treno e andare contro un muro di stelle.

L’album in uscita manterrà questa coerenza, con il suo pop-rock elettronico e con contenuti che parleranno di vita, di esperienze personali, di presente e di futuro. Il singolo che lo anticipa è un’ottima presentazione e ci annuncia molto bene il talento di questa band, che si lascia ascoltare, conquistandoci con leggerezza, ma senza mai scadere nell’ovvio, né musicalmente né con le parole. Un bell’esordio e un primo gustoso assaggio di quello che verrà.

FrankaZappa -ilmegafono.org

La copertina del singolo “La Chance su Marte”.

Pillola

92%

In breve La Chance su Marte è un progetto molto interessante. Il loro singolo d’esordio, in rotazione radio/video dallo scorso 30 giugno e disponibile anche in digitale, propone un ottimo pop-rock elettronico di marca italiana, perfettamente in linea con la migliore tradizione del genere.

Elettro-rock
93%
Testi
90%
Qualità strumentale
93%

Autore

FrankaZappa

Collaboro da tempo con Il Megafono, dove insieme a Manuele curo la pagina musicale e il programma “The Independence Play” sulla nostra radio web. Sono una metallara nostalgica, stregata, quando ero poco più che bambina, dall’urlo “Looove” di Robert Plant. Di quell’amore per la musica ne ho fatto la mia spina dorsale di “metallo non metallo” che mi ha portato fino a qui. Oggi amo un sax che non mi corrisponde. Grazie a lui e al jazz ho scoperto che ancora esistono nuovi pianeti da esplorare, perché per me alla fine la musica resta l’unico modo di immaginare “the dark side of the moon”.

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il nuovo e intenso assaggio rock de La Chance su Marte - il Megafono - […] loro esordio discografico lo abbiamo battezzato a luglio scorso (leggi qui), quando ci hanno presentato il loro primo omonimo…

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