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Il sistema torriero siciliano: Portopalo di Capo Passero

Il sistema torriero siciliano: Portopalo di Capo Passero

Che caldo! L’estate è quasi cominciata e il tempo di andare al mare è arrivato. Per chi si trova in Sicilia segnalerò oggi e nelle prossime settimane delle location che uniscono mare e architettura. Ho voglia di parlarvi del sistema torriero siciliano, una catena di punti di avvistamento che circondano l’isola e che la difendevano dai pirati ottomani. Le prime torri di questo circuito furono costruite durante la dominazione Normanna e poi moltiplicate e aggiornate nei secoli successivi.

Inizieremo da Portopalo di Capo Passero. Siamo in provincia di Siracusa, una trentina di chilometri più a sud, in un comune noto per le prelibatezze culinarie e per il proprio mare. Qui potrete fare il bagno a pochi passi dalla torre fatta erigere alla fine del Cinquecento sotto la dominazione di Filippo III di Spagna sull’isoletta che sorge a due remate dalla costa.

L’architettura, la cui realizzazione fu seguita dall’ingegnere Diego Sanchez, si inserisce nel programma di aggiornamento del sistema difensivo siciliano a cui si dedicarono architetti come Ferramolino da Bergamo, Tiburzio Spannocchi e Camillo Camillani nel XVI secolo. Questo sistema difensivo che costella il periplo dell’isola siciliana si spinge fino alle coste calabre e alla Puglia e garantiva un’immediata reazione delle popolazioni costiere che avevano così il tempo di ripararsi nelle città dalle incursioni dei pirati.

Un luogo da visitare anche per godere del panorama e della bellezza dell’isolotto, camminando tra la vegetazione di palme nane che circonda il sentiero. L’isolotto è raggiungibile attraverso un breve traghettamento in barca da Portopalo o, per i più sportivi, anche a nuoto partendo sotto la piazzetta del paese per arrivare alla vicinissima spiaggia dell’isola.

Alla prossima settimana!

Angelo De Grande -ilmegafono.org

Autore

Angelo De Grande

Sono esperto di architettura rinascimentale in Europa e in particolare ho studiato l’influenza del trattato di Sebastiano Serlio. Lasciato l’ambiente accademico mi dedico alle mie passioni e alla mia famiglia. Amo parlare di arte e provare a farla; carta, tela, foto o video non importa, la passione é la chiave, sempre.

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