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Dalì, il sogno del Classico

Dalì, il sogno del Classico

Dal primo ottobre Pisa ospita una mostra imperdibile: “Dali. Il sogno del Classico”. Quest’esposizione, che si svolgerà fino al 5 febbraio 2017 al palazzo Blu, un edificio tardo cinquecentesco del centro storico di Pisa, è stata realizzata con la collaborazione della Fundacion Gala-Salvator Dalì e MondoMostre ed è a cura di Montse Aguer i Texidor, direttrice del Centre Etudis Dalinians della Fundacion Gala-Salvador Dalì.

In questo percorso espositivo troverete circa 150 opere del grande maestro spagnolo, nelle quali emerge in modo inequivocabile il suo legame con la cultura classica e rinascimentale. Dalì, infatti, amava profondamente Michelangelo. In mostra troviamo quattro “senza titolo” ispirati all’opera scultorea del grande maestro toscano, realizzati negli anni Ottanta, l’ultima fase della vita di Salvador Dalì.

In questo luogo troverete per la prima volta le sue opere presentate come un corpus sia stilistico che tematico, cosa che ha permesso di meglio scandagliare la tecnica e il pensiero del maestro nell’ultima fase della sua carriera.

La mostra include, oltre ai dipinti, l’intera serie di xilografie che Dalì realizzò per illustrare l’opera di Dante, “La Divina Commedia”, commissionatagli nel 1950 dal ministero della Pubblica Istruzione, oltre a 30 acquerelli e bozzetti che realizzò per illustrare la vita di Benvenuto Cellini.

Non solo un’esposizione dunque, ma anche un lungo viaggio illustrato tra storia, sogno e letteratura, con visi e temi molto familiari a noi italiani. Gli archetipi che ispiravano l’artista sono posti, infatti, sotto gli occhi del visitatore che, guardando un’opera di Dalì, si sente subito investito dalla sensazione provata di fronte al quadro di Raffaello o ad una scultura di Michelangelo a cui l’opera osservata fa riferimento. È davvero affascinante visitare una mostra in cui l’artista si fa filtro di una cultura e non solitario creatore.

Angelo De Grande -ilmegafono.org

Autore

Angelo De Grande

Sono esperto di architettura rinascimentale in Europa e in particolare ho studiato l'influenza del trattato di Sebastiano Serlio. Lasciato l'ambiente accademico mi dedico alle mie passioni e alla mia famiglia. Amo parlare di arte e provare a farla; carta, tela, foto o video non importa, la passione é la chiave, sempre.

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