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Indice GreenDex: i paesi emergenti sono i più virtuosi

Se pensavamo che le superpotenze mondiali in erba fossero le meno virtuose sul piano del rispetto dell’ambiente, ci sbagliavamo di grosso. Lo dimostra un’indagine condotta da National Geographic, secondo la quale sono proprio i colossi economici emergenti ad adottare comportamenti corretti in fatto di ecologia e sostenibilità. Lo studio nasce dalla collaborazione quadriennale con GlobeScan e valuta il grado di ecologismo e virtuosismo di diciassettemila abitanti in diciassette paesi. Scorrendo la graduatoria con i valori del “GreenDex”, l’indice di riferimento per le statistiche, subito balzano agli occhi situazioni sorprendenti (nome completo dell’indagine, “Greendex 2012: Consumer Choice and the Environment—A Worldwide Tracking Survey”).

Fanalino di coda, gli Stati Uniti. Non c’è da stupirsi che la patria del consumismo educhi la propria popolazione alla filosofia dell’ “usa e getta”, ma il dato che lascia perplessi è  il fatto che non si scompongano più di tanto dinanzi a questa figura non proprio lusinghiera. Solo il 21% del campione di popolazione analizzato dichiara di provare un minimo senso di colpa nei confronti dell’ambiente. Poco più virtuosi degli U.S.A. troviamo il Canada e il Giappone. Non sono le posizioni di coda a stupire, ma il podio che, contro ogni pronostico, è occupato dalle tre economie emergenti per eccellenza, vale a dire India, Cina e Brasile. Le popolazioni delle tigri d’Oriente e, in tal caso, Sudamerica, tendono a voler preservare il contesto storico-naturalistico nel quale vivono, consce del fatto che è dalla corretta condotta ambientale che derivano i maggiori profitti economici.

L’indice Greendex è stato realizzato analizzando comportamenti comuni e stili di vita delle diverse popolazioni, puntando l’attenzione sull’utilizzo dei trasporti pubblici e privati, il consumo d’energia e lo smaltimento dei rifiuti. Risultato: crescita dei comportamenti virtuosi in cinque paesi, diminuzione in nove. Altro fattore importante anche se non quantificabile, il senso di colpa nei confronti dell’ambiente, poco meno che assente nella popolazione a “stelle e strisce”: il 46% circa di indiani e cinesi dichiara di sentirsi in colpa per ogni gesto scorretto ai danni dell’ecosistema. Ci sentiremmo in colpa per un danno arrecato a una persona cara? È questa la domanda che bisognerebbe porsi ogni volta che ci lasciamo scappare da mano cartacce, bottiglie e quant’altro.

Laura Olivazzi -ilmegafono.org

Autore

Laura Olivazzi

Vivo tra i Millennials con il sogno della Dolce Vita, cresciuta all’ombra del Vesuvio con carta, penna e smartphone sempre a portata di mano. Giornalista, appassionata di media, cultura pop e tante altre cose, scrivo per il Megafono dal 2006.

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