Prima del definitivo arrivo della stagione estiva, è tempo di bilanci e pagelle per le spiagge europee: ci ha pensato l’Agenzia europea dell’ambiente, che ha passato in rassegna e analizzato le ventiduemila aree marine e lacustri del vecchio continente. Risultato: il 92% delle spiagge europee ottiene la sufficienza, il 72% è promosso a pieni voti, un 5% risulta non classificato, mentre un sonoro “bocciato” al 2%. L’Italia si difende abbastanza bene: l’82,3% delle spiagge è in buone condizioni. Dopo di noi Spagna (79,9%) e Francia (60,8%). In testa troviamo Cipro con il 99,1 % di balneabilità, seguito da Malta, Croazia, Grecia, Romania e Germania, che oscillano tra il 97 e l’84%. Fanalini di coda Portogallo, Olanda, Bulgaria e Belgio.

Non bisogna però adagiarsi sugli allori, come ricorda Jacqueline McGlade, biologa alla guida dell’European Enviroment Agency (Agenzia Europea dell’ambiente): “ Alcuni paesi fanno ancora i conti con i problemi legati all’utilizzo di sostanze chimiche per l’agricolutra e con le insufficienze fognarie. È necessario un altro sforzo per completare l’opera”. Controlli serrati anche sulle acque sotterranee e fluviali: entro il 2015, così come prevede l’ultima direttiva europea, i paesi membri dell’Unione dovranno impegnarsi a far tornare in “buono stato” le arre in questione.

Non basta, dunque, la balneabilità delle aree marine per considerare fuori pericolo l’intero raggio d’indagine dell’Agenzia. E se l’Italia può vantare una buona condizione dei mari, non si può dire lo stesso dei suoi fiumi e laghi: lo scorso marzo, il Commissario per l’Ambiente Janez Potonik, ha inviato un monito al nostro paese denunciando il ritardo del nostro paese nella salvaguardia delle acque interne e il cattivo recepimento delle regole imposte dalla direttiva.

Laura Olivazzi -ilmegafono.org