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Information Technology: promossi e bocciati secondo Greenpeace

Le grandi imprese della Information Technology (IT) sono protagoniste indiscusse dello sviluppo economico più recente: basti pensare a internet e ai motori di ricerca senza i quali molte delle attività per noi consuete sarebbero quasi impossibili. Eppure, dietro gli effetti più tangibili della bomba tecnologica degli ultimi anni, si nascondono strategie energetiche non sempre corrette. È quanto riportato da un rapporto stilato da Greenpeace, nel quale sono state analizzate le attività produttive delle più importanti aziende mondiali di IT.

L’azienda più virtuosa è Yahoo!, mentre sugli altri due gradini del podio salgono Dell e Google, meritevoli di aver incoraggiato politiche ambientali volte al rinnovabile. Menzione di merito per Facebook, che ha recentemente trasferito il suo nuovo data center in Svezia: gran parte dei rifornimenti energetici scandinavi sono a impatto zero. Si fa notare anche Akamai, azienda forse poco nota, ma molto attiva in rete: è l’unica che comunica al pubblico l’intensità di carbonio sulla base dei nuovi standard CUE (Carbon Utilization Effectiveness).

Nomi importanti tra i bocciati: in decima posizione troviamo il bookshop più famoso del web, Amazon (tacciato in passato anche di scarsa attenzione alle esigenze del lavoratore), nona posizione occupata da Microsoft ed ottava da Apple. Le aziende in questione – secondo Greenpeace – si espandono senza tener conto della reale sostenibilità ambientale, servendosi spesso di energie nocive e “sporche”.

Il cloud computing, il sistema che consente la diffusione e lo sviluppo dell’IT, è in crescente e costante sviluppo: nei prossimi anni potrebbe arrivare a richiedere 1973 miliardi di KWh. I consumi oggi sono pari a 623 miliardi. Si rivela fondamentale la revisione delle modalità di rifornimento energetico delle aziende informatiche di tutto il mondo. Ed è per questo che dal 2010 Greenpeace ha deciso di monitorarle, puntando sul controllo di un settore la cui importanza spesso mette in secondo piano le esigenze dell’ecosistema.

Laura Olivazzi -ilmegafono.org

Autore

Laura Olivazzi

Vivo tra i Millennials con il sogno della Dolce Vita, cresciuta all'ombra del Vesuvio con carta, penna e smartphone sempre a portata di mano. Giornalista, appassionata di media, cultura pop e tante altre cose, scrivo per il Megafono dal 2006.

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